Per il bene del mondo
L’ignorante si dà da fare per il profitto, Arjuna; il saggio si dà da fare per il bene del mondo, senza interesse personale. Se ti astieni dall’agire confonderai gli ignoranti, identificati con ciò che fanno. Perciò fa’ il tuo lavoro con attenzione, guidato dalla compassione. (Bhagavad Gita III, 25-26)

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Sopra un tesoro sepolto
Come forestieri che in un paese straniero passano sopra un tesoro sepolto, così noi, giorno dopo giorno, entriamo nel mondo del Brahman profondamente addormentati senza mai trovarlo, attratti da ciò che è falso. (Chandogya Upanishad)

Un riflesso del non-nato
Un oggetto si riflette: guardandolo vediamo due immagini, eppure c’è una cosa sola. Nello stesso modo, questo mondo è un riflesso del non-nato. Possiamo anche vedere due cose, ma in realtà ce n’è una sola. (Jñaneshwar )

Non si ha più paura di nulla
Realizzando ciò su cui tutte le parole rimbalzano e che i pensieri non possono mai raggiungere, si conosce la beatitudine del Brahman e non si ha più paura di nulla. (Taittiriya Upanishad)

Il puro regno di Brahman
Venuto dalla divina oscurità al manifesto, alla divina oscurità io ritorno. Come un cavallo, libero, scuote la criniera, così ho scrollato via da me tutti gli appigli. Liberandomi dai vincoli di nascita e morte, come luna che sfugge dalla bocca di Rahu, ho conquistato il puro regno di Brahman. Brahman è la mia casa, non la perderò. In verità io non mi perderò più. (Chandogya Upanishad)