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Il Dalai Lama parla di Buddha

“Nella vita quotidiana le preoccupazioni assorbono la nostra attenzione e il tempo passa inesorabile, indipendentemente dal fatto che le nostre azioni siano buone o cattive. L’esistenza scorre e non si può tornare indietro; tuttavia ogni istante è unico e il mezzo migliore per viverlo con intensità è divenirne consapevoli. Dobbiamo esaminare il nostro atteggiamento mentale, e farlo quotidianamente, per ottenere risultati.

“In tal modo capirete in che maniera funziona il vostro spirito, e con tale maggiore conoscenza scoprirete il modo per affinarlo. Progressivamente, metterete in luce le cause prime che vi spingono ad agire, e la consapevolezza di tali meccanismi vi consentirà di modificare il vostro comportamento, di trasformarlo e di migliorarlo.

“Dovete considerare questi insegnamenti come gli utensili di base della vostra trasformazione e del miglioramento, così vi sarà possibile ristrutturare lo spirito in senso positivo, un po’ come se l’aveste disposto in un laboratorio, dove vi fosse possibile osservarlo e impararne i meccanismi profondi, per modificarli all’occorrenza. Questo con lo scopo di migliorare, obiettivo a cui aspira ogni buddista.

“Io credo che persone appartenenti ad altre fedi manifestino un sicuro interesse per la nostra religione e per le sue tecniche di meditazione, che sviluppano l’amore e la compassione. Costoro non guadagnerebbero forse molto, introducendo alcuni elementi del buddismo nei riti delle proprie tradizioni?

“Dal punto di vista buddista, tutte le tradizioni e i loro insegnamenti concordano sul raggiungimento di uno stesso obiettivo: alleviare la miseria della vita umana e interrompere il ciclo dell’esistenza. In questo, sono tutte degne d’interesse, anche se utilizzano metodi diversi.

“Il progresso verso il Dharma passa attraverso vari approcci complementari chiamati yana (Veicoli), la cui base è formata dall’Hinayana (Piccolo Veicolo), il corpo dal Mahayana (Grande Veicolo) e la via tantrica dal Vajrayana (Veicolo del Diamante).

In realtà quest’ultimo si inserisce maggiormente nello spirito del Mahayana, pur poggiando sull’Hinayana.
“Il Piccolo Veicolo”, Hinayana, fa appello innanzitutto al rigore.

Ci sono tre Rifugi: il Budda, il Dharma (legge buddista o dottrina) e la Sangha (che indica l’idea d’ordine). Liberato da tutte le impurità che mascherano la realtà, il Budda è onnisciente; Lui è il Rifugio. Per Sua Santità Tenzin Gyatso, il Budda è una guida, a immagine del medico che conduce alla salute. Si giunge al Dharma, considerato il Vero Rifugio, dopo aver trionfato sul male e averne vinto tutte le brutture. Per Sua Santità Tenzin Gyatso, il Dharma può essere paragonato alla pratica della medicina. La Sangha è l’Ordine o la perfezione che ci aiuta a realizzare il Rifugio. Sua Santità paragona la Sangha all’infermiera che somministra i medicinali.
I Budda sono esseri che, avendo eliminato tutti i condizionamenti, hanno liberato l’immenso potenziale di saggezza e di compassione che sonnecchia nel cuore di ciascuno.

I Budda onniscienti non tengono minimamente conto delle preoccupazioni del mondo; poco importano per loro la perdita o il guadagno, il conforto o lo sconforto, la celebrità o l’oscurità dell’anonimato, l’elogio o il rimprovero; questi otto concetti non hanno alcun valore per loro, che li ignorano totalmente.

Le doti dei Budda sono vaste come il cielo. Come descriverle tutte? Eppure, che felicità essere in grado di esprimerne anche solo un numero ridotto.

I Budda insegnano in modi diversi; talvolta ciò che dicono è vero alla lettera, ma utilizzano anche metafore Se questo risulta più consono alla natura di chi ascolta. Parlano per giri di parole quando un discorso diretto altererebbe la comprensione di chi dev’essere trascinato.

A proposito dello stato di infinita compassione: quando un figlio unico è ammalato, naturalmente la madre prova un desiderio violento di vedere il bambino vivere libero dalle particolari sofferenze che lo affliggono. Allo stesso modo, si deve coltivare un desiderio analogo affinché tutti gli esseri senzienti vivano liberi dalle sofferenze.

(Da: Le parole dei Dalai lama – Gilles Van Grasdorff)

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