L’essenza del messaggio del Buddha è contenuta nelle quattro nobili verità, la prima delle quali è la verità del dolore… Il Buddha dichiarò che tutte le nostre esperienze – di gioia, di indifferenza e di sofferenza – sono insoddisfacenti.
Non è vero che persino i più grandi piaceri terreni sono contaminati dal malcontento? Quando passano, non ci lasciano sempre insoddisfatti e scontenti? Ciononostante, tendiamo ad aggrapparci ai piaceri della vita, ignorandone la natura transitoria… Il dolore che dobbiamo riconoscere come tale include non solo quello che sperimentiamo alla perdita dei nostri cari, o alla perdita del lavoro, per esempio, ma include anche la condizione più basilare della nostra esperienza umana, vale a dire, l’invecchiamento, la malattia e la morte.
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I principali oggetti di rifugio nella pratica buddista sono il Buddha, il Dharma – ovvero la via spirituale che il Buddha ha aperto – e il Sangha, ovvero la comunità dei praticanti. La presa di rifugio in questi «tre gioielli» consiste nel dar loro fiducia, sicuri che non ci tradiranno. È un atto che non richiede un fideistico salto nel buio e nemmeno una piena comprensione delle qualità dei tre gioielli. Genericamente parlando, ci sono due modi per sviluppare fede nei tre gioielli: uno è apprendere le qualità del Buddha studiando la vita che ha fatto, l’altro è verificare gli insegnamenti con la propria esperienza e comprensione [ con la meditazione . ndr ].
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