La prima nobile verità dichiara fermamente, senza ombra di dubbio, che il dolore è inerente alla vita in sé semplicemente perché tutto cambia. La seconda nobile verità spiega che la sofferenza è ciò che ci accade quando resistiamo alla nostra esperienza di vita, qualunque sia, piuttosto che accettarla e aprirci con una risposta saggia e compassionevole.

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Da questo punto di vista, c’è una grande differenza fra dolore e sofferenza. Il dolore è inevitabile, connaturato con la vita stessa; la sofferenza non è inevitabile. Se la sofferenza è ciò che ci accade quando lottiamo con la nostra esperienza a causa della nostra incapacità di accettarla, allora soffrire è un supplemento facoltativo. Quando ho incominciato a praticare ho sbagliato a capire e ho creduto che se avessi meditato con sufficiente impegno l’avrei fatta finita con tutto il dolore, ma si è rivelato un grosso errore. Sono rimasta molto delusa quando l’ho scoperto e mi vergognavo d’essere stata tanto ingenua. È evidente che non riusciremo a farla finita col dolore nel corso di questa vita. Il Buddha disse: «Tutto ciò che ci è caro ci fa soffrire». Quelli di noi che hanno scelto una vita di relazione hanno deciso che ne vale la pena.

(Sylvia Boorstein – © copyleft perle.risveglio.net)