Il Papa fragile di Nanni Moretti. Un’opera ironicamente laica e al fondo cristiana: un successore di Pietro fronteggia l’inadeguatezza a un ruolo che un cardinale definì “sovrumano”. Non è una fiction, ma un apologo sul potere, la solitudine, il bisogno (e la mancanza) di affetto.

Un film spesso folgorante. Dove Michel Piccoli, che intere generazioni hanno conosciuto come impeccabile e algido seduttore, ora incanta nel ruolo di un pontefice che annaspa in cerca di umanità. Esplorare il labirinto vaticano è un’operazione delicata. Ne vengono fuori in genere polpettoni a grandi tinte o bozzetti edificanti dal tono clerical-nasale. Nanni Moretti nel suo Habemus Papam spariglia le carte, perché non vuole ricreare in cartapesta un presepe ecclesiale, ma pungola gli spettatori a seguire l’avventura di un personaggio, si potrebbe dire di un’anima. Il Papa inadeguato. Il Papa che urla “Non ce la faccio” e si rifiuta di apparire sulla Loggia delle Benedizioni.

Sono gli artisti, i giullari a cogliere spesso il senso delle cose e a gettare in faccia tra lazzi e sberleffi la verità. Quando morì papa Luciani, il vignettista di Le Monde, Plantu, disegnò un’enorme cupola che si abbatteva e schiacciava lo sventurato prete veneto diventato inopinatamente pontefice di Santa Romana Chiesa. Nanni Moretti, nel film che ha pensato come commedia, ma che è diventato molto di più (pur rimanendo godibilissimo), rilancia una sensazione che si è diffusa nella massa dei credenti e diversamente credenti: fare la guida, in nome di Cristo, di oltre un miliardo e cento milioni di cattolici è un macigno quasi impossibile da portare da solo. Lo disse espressamente – alla vigilia dell’ultimo conclave da cui uscì eletto Benedetto XVI – un veterano fra i cardinali, Roger Etchegaray: “Nel mondo globalizzato fare il Papa è diventato un compito sovrumano”. …

Trailer ufficiale di Habemus Papam, il nuovo film di Nanni Moretti con Michel Piccoli, Margherita Buy