“Nello spazio dell’essere tutto si manifesta; tutte le apparenze manifeste, appaiono, sorgono, per poi dissolversi nello spazio infinito dell’essere. Questo viene osservato in te”. (Mooji)

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Satsang aperti al pubblico – Rishikesh, India – 13 marzo 2015 – Chi può limitarti? Meditazione guidata tratta dal satsang: “Questa luce viene dal tuo cuore”.

[Video sottotitolato in italiano]

[Mooji] Mentre sei qui, in questo momento, sei consapevole della presenza del corpo. I sensi funzionano in modo naturale, spontaneamente, non hanno bisogno di un gestore. Sii consapevole di questo. Adesso, c’è solo il senso della presenza. Tu sei qui. Io sono qui. Niente di più, niente di meno. Se dovesse sorgere un pensiero, è soltanto una sensazione, un movimento, non devi seguirlo. Tu sei lo spazio, la vastità, in cui tutti i movimenti sono percepiti. Non ti stai muovendo, né li stai seguendo. Semplicemente sei. Non ti stai riposando, né stai lavorando, non ti stai adagiando, sei semplicemente qui. Osserva che non sei in attesa di un dopo: della prossima sensazione, della prossima esperienza.

Questo non sei tu. Sei consapevole dei suoni che vanno e vengono. Non c’è nulla di personale in essi, non si manifestano per te. Sono soltanto movimenti nel campo della coscienza, tutto qui. Non stai nemmeno facendo o disfando qualcosa; non stai andando o venendo. Tu sei il Sé illimitato, incommensurabile. Non hai cominciato a essere Questo; non c’è stato un punto di inizio. Non c’è una fine. Non c’è niente di cui avere paura. Non esiste un altro. Non sei in attesa di divenire qualcosa. Tu sei al di là della forma. Percepisci il tempo, ma ne sei al di là. Percepisci le forme, ma ne sei al di là. Percepisci le attività, ma ne sei al di là. Percepisci i concetti, ma ne sei al di là. Niente può definirti o confinarti. Non identificarti con un’immagine, tu ne sei al di là. Non mescolarti a nessuna forma. Non sei un insegnante, né uno studente, né un maestro. Non sei alto, né basso, al di là di maschile e femminile. Sei come lo spazio puro della coscienza. Sei senza tempo; al di là del concetto ‘senza tempo’. Non ti stai immaginando Questo, viene solo confermato. Non stai credendo in Questo; viene solo confermato.

Tutte le idee, tutti i concetti, come crescere, evolvere, divenire, sono tutti molto lontano da te. Non hai un inizio, né una fine. Tu non sei delicato, né un fiore. Non sei alcuna forma, sebbene tutto questo venga percepito in te. Non hai confini, né limiti. Osserva e constatalo tu stesso. Non devi immaginarlo. Qui, non c’è niente da studiare. Percepisci il senso di completezza, silenzioso e vasto. Tutte le domande giungono dalla dimensione della mente; adesso non preoccupartene. Ascolta i suoni che sopraggiungono. Dove si depositano? Chi li ascolta? Come nuvole fluttuano attraverso questo vasto spazio di pura consapevolezza. Ripeto: non sei in attesa, non ce n’è bisogno. Non sei veloce né lento, né dentro né fuori. Tuttavia sei, totalmente. Osservi i sensi, tu ne sei al di là. Osservi i pensieri, tu ne sei al di là. Osservi la mente, tu ne sei al di là. Osservi le sensazioni, tu ne sei al di là. Osservi il tempo, tu ne sei al di là. Osservi i cambiamenti, tu ne sei al di là. Sei te stesso, senza sforzo. Non c’è niente di te stesso da dover conservare. Non puoi essere conservato o contenuto. Non sei un oggetto. Il corpo è un oggetto, osservalo, tu ne sei al di là. Osservi gli stati d’animo, tu ne sei al di là. Osservi la memoria, tu ne sei al di là. Osservi l’intelletto, tu ne sei al di là. Osservi il respiro, tu ne sei al di là. Osservi il silenzio, tu ne sei al di là. Osservi lo spazio, tu ne sei al di là. Nessuno può trovarti.

La funzione della percezione sorge spontaneamente e succede senza il tuo volontario coinvolgimento: osservalo. Nemmeno la tua osservazione può essere posta in una direzione: non a nord, né a sud, né a est e nemmeno a ovest. Non sei sopra né sotto: sei ovunque. Nello spazio dell’essere tutto si manifesta; tutte le apparenze manifeste, appaiono, sorgono, per poi dissolversi nello spazio infinito dell’essere. Questo viene osservato in te. Non hai colore, né forma, né delimitazione. Sii consapevole di questo. Tuttavia sei anche qui, in questo corpo che ti permette di fare esperienza. Apparentemente sei ciò che cambia, tuttavia sei al di là del cambiamento. Chi può limitarti? Apparentemente sei quello che pensa, tuttavia sei il testimone del pensatore. Chi sei? Sei al di là dell’altezza e della larghezza, sei privo di peso. Presta attenzione allo spazio in cui non c’è attesa, né aspettativa, né definizione. Definire è confinare, mentre tu sei vasto e illimitato. Fra qualche istante sentirete il suono della campana, e indica che per il momento la sessione è terminata. Occhi aperti o chiusi non fa differenza nel vostro stato interiore. Non vi siete inventati niente. Ciò che siete non potrà mai avere fine. Ma ciò che siete in apparenza, cambierà. Om Namah Shivāya

– Mooji –

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