La tecnica di meditazione che verrà esposta comporta alcuni suggerimenti riguardo alla posizione da assumere durante la meditazione stessa. La meditazione va fatta, preferibilmente, stando seduti. Le posizioni Yoga del loto o del mezzo loto (gambe incrociate) sono suggerite, però ciò che conta non è tanto la posizione fisica quanto la costanza dell’esecuzione ed il proponimento di imparare a meditare non soltanto per finalità egoistica, ma perché ciò che abbiamo acquisito possa esserci di aiuto per aiutare altri fratelli che ne avessero la necessità.

Una cosa importante è la posizione della spina dorsale che dovrebbe essere tenuta eretta il più possibile. Questa posizione, infatti, permette che l’aria ed il prana possano circolare liberamente nei vari centri energetici del corpo.

Le mani vanno poste sul grembo in modo che la sinistra abbracci la destra, le dita delle mani, pollici esclusi, dovrebbero sovrapporsi mentre i pollici vanno uniti con le punte formando un cerchio con le mani sovrapposte. Va qui notato come la mano sinistra è simbolo di saggezza mentre la destra lo è per il metodo e l’azione, ne consegue che il metodo e l’azione dovrebbero essere sempre circondati dalla saggezza.

La testa si deve tenere leggermente inclinata sul davanti per evitare che il sangue vi arrivi facilmente e possa creare dei problemi in quanto l’attività cerebrale è molto ridotta.

Le spalle vanno tenute aperte, questo è un simbolo di apertura per ciò che stiamo imparando e per tutti i suggerimenti che la nostra guida interiore ci vorrà proporre.

La bocca va tenuta chiusa con la lingua che appoggia sui denti superiori, questo è suggerito perchè in tale posizione si evita che la bocca possa diventare secca per mancanza di saliva.

Gli occhi meritano un’attenzione particolare. La loro posizione è altamente soggettiva in quanto vi sono persone che con gli occhi chiusi cedono alla sonnolenza mentre altre, con gli occhi aperti, sono distratte dalle immagini che l’ambiente esterno propone loro. Viene suggerito di tenere gli occhi semiaperti e di guardarsi la punta del naso. Questo dovrebbe evitare gli inconvenienti citati.

Dopo aver spiegato le modalità della posizione è bene sottolineare, ancora una volta, che la postura assume una grande importanza per coloro che meditano, continuamente, per giorni e giorni. Per noi la cosa più importante è di scegliere una posizione che non arrechi ulteriori disturbi alla mente che, all’inizio delle esperienze di meditazione, recalcitra come un’animale selvaggio. Ciò che ci proponiamo è di porre la mente sotto controllo, evitiamo perciò di crearci ulteriori ostacoli nell’assumere una posizione a noi non congeniale e che diventerà ulteriore fonte di disturbo mentale.

La meditazione vera e propria consiste nel portare (e mantenere) la nostra attenzione alla radice del naso e nel contare i cicli della respirazione. Ogni inspirazione/espirazione vale un ciclo, perciò conteremo uno dopo aver inspirato/espirato una volta e così di seguito. La respirazione deve essere normale, ciò che ci proponiamo è di seguirne consapevolmente lo svolgersi, ciclo dopo ciclo, dobbiamo osservarla non alterarla.

Può essere utile, specialmente i primi tempi, di contare fino a 6 e poi riprendere da uno. Questo porta una piccola variazione sul tema che rappresenta un diversivo per la mente che ne è sempre assai desiderosa. Più avanti si potrà aumentare il conteggio portandolo a 10 o 15 cicli. Il traguardo da raggiungere nel tempo potrebbe essere di 25 cicli.