Alla fine, al di là della trasformazione, possiamo imparare a smetter del tutto di identificarci nella nostra personalità. Harrison Hoblitzelle, insegnante buddhista mio amico, ha dimostrato questa trasformazione quando si è ammalato.

Meditazione - yoga - meditation - mindfulness - zen - buddhismo - benessere - salute

Poco oltre la sessantina a Hob fu diagnosticata la malattia di Alzheimer. L’Alzheimer e altre forme di demenza terrorizzano la maggior parte delle persone, e infatti il declino di Hob fu una prova lunga e difficile per la sua famiglia. Ciononostante, fresco di diagnosi, lui decise con determinazione di utilizzare la malattia come campo di pratica. Era stato un vero gentleman, un personaggio generoso che aveva dedicato molte energie ai suoi studenti e alla pratica della gentilezza amorevole, dunque continuò a offrire al mondo un cuore gentile anche quando la memoria e il senso d’identità cominciarono a perdere colpi.

All’inizio dei tanti anni di declino, ogni tanto Hob insegnava ancora, parlando della propria esperienza; una sera, però, si ritrovò in piedi davanti a un gruppo di meditanti senza alcun ricordo di chi fosse e che cosa ci facesse lì. Così si mise semplicemente a riconoscere, in piena consapevolezza e ad alta voce, ciò che viveva: « Mente vuota, nervosismo, paura, corpo teso, imbarazzo, agio, curiosità, nervosismo, più calmo, rilassare, vuoto nella mente, sentimenti amorevoli, più caldi, meno tremito, ancora incertezza » e così via, per svariati minuti. Fu tutto quel che gli riuscì di fare. Poi si fermò, si riposò tranquillo un poco, e si inchinò all’uditorio. Si alzarono tutti in piedi ad applaudirlo, per rendere onore alla sua presenza e al suo coraggio. Molti dissero poi « È stato uno degli insegnamenti più belli che io abbia mai ricevuto ». Per un momento Hob aveva trasformato in libertà perfino l’Alzheimer.

(Da: Jack Kornfield, il Cuore Saggio)

Jack Kornfield (macrolibrarsi)
Jack Kornfield (amazon)
https://en.wikipedia.org/wiki/Jack_Kornfield
Fonte