INTRODUZIONE: L’IGNOTO

“Tu sei una stregona naturale”, mi disse Jimmy Jonatahn.

L’ultima frase che la voce mi disse fu “Il soggetto deve diventare l’oggetto”.

Parapsicologia vuol dire ‘al di là’, altrove, altro luogo dove io sono e dove non sono, altro modo per attivare una visione dell’essere unitaria e sottile, dove tutte le distinzioni percettive ordinarie cambiano o sono nullificate.

Si avanza per curiosità. Si crede ci cercare, ma è un cercarsi. Tendiamo alla luce perché, come mi disse uno stregone tolteco, “Siamo creature di luce”. Si cede al buio quando ci vince la stanchezza, la materia, la disillusione, e allora le tenebre hanno il sopravvento, ma il male on sé non esiste, è solo un cedere del bene.

Quando si parla di parapsicologia, si raccolgono energie molto eterogenee, tendenze spirituali e oscuri sensi che portano verso il basso. Forse era anche questo che mi tratteneva in passato dall’occuparmene: lo scatenamento non sempre felice e non controllabile delle energie. Ed è stato anche questo a fare di tutto per uscire dalla visione per tornare al mondo ordinario, non meno eterogeneo e confuso. Ho sempre avvertito a livello quasi fisico la compresenza di questa miscela di bene e male, a volte nella stessa persona o in me.

Se tutto va bene le energie si armonizzano, le nebbie si diradano e sono vinte dal chiaro, ma non è una via facile.

Parapsicologia non è stregoneria né mitomania, non è pregiudizio o superstizione o malattia. E’ parte dell’essere. E’ parte del “vedere”.

Niente di quello che facciamo, nella materia come nello spirito, sta fuori dell’ordine. Materia o spirito possono essere luminosi o oscurati o semplicemente ignari.

Qualunque cosa facciamo siamo sempre nell’evoluzione o nell’involuzione, fermi mai, ma a volte i confini non sono così netti e la solitudine spaventa.

Quel che passa non è mai solo informazione, stare insieme alle cose che sono genera un’energia globale che può essere buona o cattiva come ogni altra cosa.

Molto dipende da noi ma non tutto viene da noi e certi cammini richiamano il male come il bene.

Per esperienza so che sono su un argomento rischioso, attira strani soggetti o strane forze, produce esaltazione e inimicizia, e non è sempre facile tenersi al centro del cammino.

La curiosità da sola non fa scienza, il mondo è anche superficialità o ostentazione, morbosità o cupo sentire o megalomania. Occorrerebbe un aiuto forte per andare dalla parte giusta, ma spesso non c’è. Raramente questo aiuto viene dal mondo umano, più spesso da un mondo sovraordinato con cui non è facile avere a che fare.

– (Dagli appunti di un vecchio corso tenuto a Bologna dalla Prof. Viviana Vivarelli)