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Il maestro è nell’anima – Paolo Conte

“Il maestro chi è? Non lo so. Può essere Giuseppe Verdi o von Karajan. E’ comunque colui che chiede con autorità all’orchestra di piegarsi alla musica. Compito difficile, sovrumano, che ha dato l’illusione a certi personaggi di essere degli dèi. Sia ben chiaro che io nella figura di questo maestro non c’entro, ma è un personaggio che mi ha sempre attratto. Il fatto stesso di venire chiamato “maestro” mi ha sempre fatto sorridere e dato modo di interrogarmi su un fatto: l’orchestra ha realmente bisogno di un maestro? La musica ha realmente bisogno di un maestro? Le risposte possono essere controverse, se pensiamo alla scuola pianistica di Cortot e Michelangeli, che sostenevano che non si doveva far niente di più di quello che il compositore aveva annotato, senza permettersi libertà che invece altri si permettevano. Tuttavia l’orchestra va fatta funzionare, deve capire a fondo che musica sta suonando. Deve essere “frustata”. E il colpo di frusta deve arrivare anche al pubblico.
Ho avuto occasione di seguire in televisione delle prove interessantissime dell’orchestra della Scala dirette da Riccardo Muti, e la capacità di quest’uomo di “cantare” lui stesso all’orchestra la frase che doveva essere eseguita, nello spiegare le legature e le dinamiche, addirittura il perché storico che sottostava alla composizione di una determinata opera, faceva sì che dalle prime alle terze letture ci fosse un cambio di qualità fenomenale.
Ben venga quindi il maestro, e usi pure il suo frustino, con energia e dolcezza”. (Paolo Conte)

Il maestro è nell’anima – Paolo Conte – mp3
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