Saint Saens fu un bambino prodigio, a nove anni suonava a memoria le sonate di Beethoven durante i bis richiesti a gran voce dal suo pubblico. Considerato da Liszt uno dei più grandi organisti del mondo, il suo genio era nutrito dalla fervida fantasia che sfociò in quel genere musicale riconosciuto come Poema Sinfonico, l’opera senza parole che viene ispirato da un’idea poetica tra le più varie. E gli strumenti iniziano a suonare. La bellissima Danza Macabra incalza per il suo crescendo di emozioni e il suono si espande coinvolgendo il senso dell’immaginazione. Sembra l’agire vorticoso di una danza che inizia, dapprima, con passi incerti, fino a procedere con energia e sonorità più marcate e incalzanti. Suggerisco anche l’ascolto del Baccanale tratto dall’opera Samson et Dalila, per il crescendo che incide con il ritmo dalla cadenza; Saint Saens aiuta a esprimere la propria immaginazione, sopita dall’apatica vita quotidiana, dai ritmi lenti e scanditi che intorpidiscono il pensiero e non ci permettono di assaporare il frutto della fantasia in noi stessi.

L’autore visse con la sua sensibile ispirazione, colpito dai fatti della vita, ma sempre protetto da quel genio che molti cercavano di negare, schierandosi con i suoi contemporanei quando essi vedevano freddezza e troppa perfezione nella Sua arte. L’arte di Saint Saens si può gustare nel meraviglioso concerto n.4 per pianoforte che ricorda sia nella tonalità che per il tema esposto lo stile mozartiano di cui egli fu un estimatore, un altro musicista come lui appassionato del mistero e distaccato dalla religione. Il Preludio e la Fuga in Mi be molle maggiore op. 99 n. 3 eccitarono l’estro del musicista francese per la magnificenza stilistica che l’organo riesce a portare ad un alto livello espressivo. Consiglio le incisioni della Chicago Symphony Orchestra e Orchestre de Paris dirette dal M° Daniel Barenboim.