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Mozartbenessere – Elisabetta Amistà

Mozart ha sempre rivestito un ruolo particolarmente gradito parlando di relax e benessere. Seppur in campo terapeutico ha elargito consensi da emeriti studiosi del settore, basti pensare al metodo Tomatis, la mozart-terapia si presta ad essere associata all’ascolto in quanto propagatrice di onde sonore utili a stimolare positivamente le emozioni, oltre che la muscolatura dell’orecchio quale “porta” filtrante anche il linguaggio.
E’ si, perché, se di emozioni si parla, queste sottili e quanto mai presenti meraviglie, insite in tutti gli animi umani… a volte presentano l’odiosa sensazione di impotenza della loro gestione.
Cosa avviene quando ci arrabbiamo, quando siamo tristi, quando amiamo troppo o quando il senso di colpa sovrasta le nostre capacità razionali, impedendoci di vedere in maniera obiettiva la situazione del momento?
Il mio rimedio “del giorno” è l’associazione della musica di Mozart, in particolare alcuni brani conosciutissimi, con una corretta respirazione, in modo da favorire un’introspezione efficace e quanto mai utile al raggiungimento della calma.
I brani a cui rivolgo il mio pensiero, sono un estratto dalla vastissima produzione mozartiana, brani “rassicuranti” all’orecchio perché riconosciuti che, oltre a favorire il rilassamento, possono aiutarci a espandere la conoscenza verso l’universo di note che compongono lo stellato cielo dell’immenso compositore.
Consiglio il concerto per flauto e arpa n.1, i cinque concerti per violino e orchestra (K219, K211, K207, K216, K218), il concerto per pianoforte e orchestra K482:

l’ouverture dalle Nozze di Figaro, il concerto per corno e orchestra n.1 in re maggiore K412.
Durante l’ascolto poniamo l’attenzione alla respirazione consapevole e, ad un’inspirazione ed espirazione lenta possiamo includere una breve pausa a polmoni pieni, appena terminata l’inspirazione ed una pausa a polmoni vuoti, dopo la completa espirazione. Questa respirazione è anche conosciuta come respirazione a quattro tempi ed è praticata nella meditazione ma anche consigliata da molti logopedisti in caso di patologie della voce. E’ importante non forzare i tempi di apnea, cercando di mantenere un ritmo costante anche solo per pochi minuti, cercando di raggiungere quella continuità sequenziale che è fondamentale al raggiungimento della calma interiore.
Le posizioni ideali sono savasana o padmasana, quest’ultima anche con la schiena appoggiata ad una parete per evitare di incurvare la colonna vertebrale.
La respirazione associata all’ascolto permette, infine, un distacco dalla realtà negativa. Un solo secondo è prezioso per ottenere, nel tempo, un distacco dalle situazioni più stressanti e predisponenti a nascita di emozioni negative, quali rabbia, rancore, invidia, ma anche panico ed ipereccitabilità nervosa.
Quindi, l’invito è: proviamo ad ascoltare e respirare, per una consapevolezza profonda del nostro respiro, motore di vita, e della nostra capacità di trarre tutto ciò che vi è di positivo nella musica di un grande Maestro, artigiano delle note di valore.

Elisabetta Amistà

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