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Il futuro (politico) si può ancora scrivere?

Pensieri – cinguettii – in libertà da parte di un servo della classe globale dominante.

Il sistema finanziario vigente si basa fondamentalmente sull’usura ed è, oltre che immorale, anche disumano e antireligioso. Chiunque lo supporti appartiene senza dubbio alla classe dei demoni che sono – è meglio specificarlo subito – gli aspetti più deleteri e nefandi della mente addormentata.

L’antipolitica non esiste. Chiunque si opponga alla classe politica dominante che s’identifica in quella riedizione soft del fascismo altrimenti detta partitismo, viene accusato ignominiosamente di antipolitica.

Prima di svendere le proprietà pubbliche bisogna cedere le proprietà private di chi ha arraffato denaro e prebende pubbliche.

Chi è senza lavoro, con tutte le orride conseguenze che ciò comporta, ha diritto – conscio del fatto che esistono soggetti che percepiscono emolumenti pubblici pantagruelici – a farlo ripetutamente presente e, qualora non venisse ascoltato – in ultima e irreparabile istanza – a ribellarsi.

Il vero problema è la cosiddetta democrazia rappresentativa. La soluzione è un passaggio graduale verso la democrazia diretta che si può cominciare ad effettuare subito riformando drasticamente le istituzioni referendarie.

La morale è persino banale. Per chiedere sacrifici bisogna essere integerrimi. Piaccia o meno – i raffronti tra le vie a senso unico percorse dalla gente normale e i cammini preferenziali attraversati dalla maggior parte dei soggetti politici, dai loro accoliti o associati o gregari, sono inevitabili. Il fatto che non se ne rendano conto è la misura di quanto – in realtà – siano fuori dal mondo.

Il dopo Monti sarà anche l’inizio del dopo partiti.