Meditare.info

Se fossi il Presidente

Se fossi un Capo di Stato, un Presidente della Repubblica, un Premier, tanto per intenderci un Monti o un Napolitano, e dovessi governare o, nello specifico, indirizzare, per lo meno moralmente, le scelte di un esecutivo se non del Parlamento, come mi comporterei sapendo che nella mia società esistono sperequazioni così gravi da rasentare il parossismo della disperazione?

Se fossi il Capo di Stato di un Sistema che ignora una miriade d’inoccupati o disoccupati, ma nel contempo elargisce a destra e a manca emolumenti, vitalizi, trattamenti pensionistici che in paragone agli stenti di gran parte dei suoi cittadini farebbero rivoltare nelle loro eterne e diafane dimore ogni sorta di giusto che sia mai stato altrettanto Presidente o il più umile tra gli umili braccianti; che penserei di me stesso?

Probabilmente eviterei di soffermarmi più di tanto su questi argomenti adducendo astrusi tecnicismi che valgono si, ma solo quando sono in gioco i patti pregressi con i beneficiari più astuti o più abbienti. Già, eviterei, ma non riuscirei più a guardarmi allo specchio.

Ma non lo sono e non mi resta che scriverne sperando che un Presidente per un improbabile caso lo legga e si senta ispirato dall’alto, abbia un sussulto di coscienza e quindi il coraggio di dissociarsi – dal partitismo nostrano (il fenomeno che ha generato l’inveterata prassi del mercimonio clientelare sfociato poi nell’arcinota follia arraffatrice di chiara matrice filo-ladresca) – e reagire di conseguenza.

Grazie.