Nervosismo, movimenti rapidi, balbettii. Facile scoprire un bugiardo, no? E invece non è così. Ma possono bastare alcune domande giuste, dicono gli psicologi cognitivi. Ecco quali …

Il vademecum del perfetto inquisitore è riassunto su New Scientist, in un articolo che fa il punto sui più recenti studi di psicologia sull’argomento menzogna. Il succo è questo: “ È impossibile rendere più nervoso chi mente, ma è semplice porre quelle domande a cui è più difficile rispondere se si sta mentendo”, dice Aldert Vrij, psicologo dell’università di Portsmouth che da tempo sta cercando di capire perché, di solito, le persone sono facili da ingannare.

  • Chiedere di raccontare la medesima storia sospetta al contrario.
  • Chiedere di disegnare la scena.
  • Chiedere più volte l’esatta cronologia.
  • Nel caso si sostenga una determinata idea chiederle di fingere di prendere la posizione opposta.
  • Chiedere di guardar fisso negli occhi dell’interlocutore.

Più elaborata la tecnica Sue, acronimo di Strategic use of evidence, che consiste nel non rivelare subito tutto quello che si sa circa un fatto al sospetto bugiardo. Scoprire le proprie carte solo in un secondo momento fa sentire il bugiardo in difetto, e lo porta poi a rivelare più di quanto non vorrebbe.