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Lo sguardo che spegne l’ansia

Oggi vorrei parlare di come si guardano i disagi, in particolar modo l’ansia e quindi di come si sta con sé stessi. È molto diverso dire “soffro di ansia, non so cosa fare” oppure dire “adesso sento l’ansia che arriva e la guardo come se fosse un panorama”. Questo perché dentro di noi esistono due sguardi: lo sguardo “del dettaglio”, quello che ci fa dire “io sono i miei pensieri, io ho questo carattere, io sono fatta così, questo è il mio passato, questa è la mia storia, questi sono i miei ricordi”. Questo è uno sguardo che fa ammalare.

Poi c’è uno sguardo che infinisce: questo è lo sguardo “della salute”. Guardo l’ansia non come se fosse una cosa che mi tormenta, ma come il vento: non sta arrivando l’ansia, sta arrivando il vento. E io mi affido al vento. Se chiudo gli occhi e sento l’ansia arrivare mi affido al vento e improvvisamente divento come un seme [ segue ]

Raffaele Morelli

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