Meditare.info

Impeto

Un giorno mi trovai di fronte al mare. Era molto mosso. In quel momento pensai che in fondo anche il mare può piangere in silenzio. Perché non credere che il mare possa, come gli esseri umani, provare delle emozioni e manifestarle? Quella sera il mare si agitava in maniera strana, diversa dal solito. Quel mare voleva comunicarmi qualcosa.

Quel mare non era sereno; era triste e allo stesso tempo rabbioso. Oppure era il mio stato d’animo a farmi avere questa sensazione? Non capivo. Eppure quel mare piangeva, non vi era alcun dubbio. Forse era triste che il giorno stesse finendo e che il Sole stesse andando a nascondersi all’orizzonte, oppure stava assorbendo tutte le lacrime del mondo, e si gonfiava e si agitava sempre più. Oppure quel mare era come uno specchio nel quale si rifletteva l’immagine della mia anima. So solo che in quegli istanti il mare piangeva a dirotto, sempre di più. E un enorme roccia granitica sembrava essere ammorbidita dallo stato d’animo che emanava l’acqua salmastra.

Due persone guardavano il mare e come me rimasero in silenzio per qualche minuto, colpiti da quello strano fenomeno. Il mare si scagliava contro le rocce ad altissima velocità e, colorato dal Sole, assumeva il colore del sangue. Il vento era gelido e soffiava forte, graffiando e squarciando la mia anima. Io e il mare eravamo un’unica cosa. Un enorme schizzo d’acqua mi sfiorò e salì molto in alto, frantumandosi in mille gocce che andarono a ricadere a mare. Il Sole pian piano sparì ed il mare pian piano placò il suo impeto. E nel cielo che volgeva alla sera apparve maestosa e pallida la Luna. La mia anima pianse, insieme al Mare…

(Brano tratto dal libro “Il soffio della vita” di Carlo de Lauro. Voce narrante: Valeria Corsi)