“Immaginate degli uomini rinchiusi in una caverna con l’ingresso aperto verso la luce… che si trovino qui fin da fanciulli con le gambe e il collo in catene in maniera da star fermi e guardare solo davanti a sé, incapaci di volgere intorno la testa.

E che, dietro di loro, arda una luce di fuoco e che tra il fuoco e i prigionieri ci sia un muro, con molti uomini, alcuni che discorrono e altri in silenzio, e attrezzi di ogni genere e statue e figure di viventi.

Questi strani prigionieri vedono la realtà di sé e degli altri attraverso le ombre proiettate dal fuoco sulla parete della caverna di fronte. Ogni volta che uno dei passanti sul muro proferisce una parola, essi ritengono che sia un’ombra sul muro a proferire quella parola rimbalzata dall’eco della caverna e che il vero non possa essere altro se non le ombre degli oggetti sul muro”. …

Siamo sia i prigionieri che le guardie di noi stessi. Per uscire dalla caverna bisogna … leggi tutto …