Una storiella diceva che un pesce e una tartaruga vivevano in fondo al mare. Ma un giorno la tartaruga risalì alla superficie e anzi mise la testa fuori dall’acqua e scoprì un mondo misterioso fatto di cielo e di terre.

Faticosamente risalì una riva e contemplò qualcosa di cui non aveva mai avuto conoscenza. Cielo e terra erano così diversi dal mare che non riusciva quasi ad accettare la propria esperienza per quanto fosse inconfutabile. Fu una cosa travolgente e destrutturante. Poi la tartaruga ritornò giù nel profondo del mare.

Il pesce arrivò a sentire cosa era successo. E lei cercò di spiegargli cosa aveva visto, ma non aveva parole, non aveva termini conosciuti. Il pesce conosceva solo il mare, e la tartaruga non riusciva a spiegargli il cielo, la terra, non riusciva a trovare concetti o frasi che potessero trasmettergli la sua incredibile esperienza, così risultò insufficiente e ridicola e il pesce concluse che gli stava raccontando un sacco di storie o era impazzita e se andò disgustato.

C’è in realtà un solo modo per capire un’esperienza: viverla.