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Giornata internazionale senza tabacco 2017: salute, povertà e ambiente

Il 31 maggio ricorre la giornata internazionale senza tabacco, indetta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1988. Lo scopo di questa giornata è invitare i fumatori ad evitare il tabacco per 24 ore e in via definitiva.

Il tabagismo è una problematica complessa che è bene approfondire nei suoi differenti aspetti::

Salute

Sono circa 6 milioni le persone che ogni anno muoiono a causa di problemi legate al consumo di tabacco e, secondo le previsioni, saliranno ad 8 entro il 2030. Secondo l’OMS le sigarette rappresentano il 20% delle morti nei Paesi Sviluppati e sono la causa del 90% dei tumori polmonari, dell’80% degli enfisemi e bronchiti croniche e del 20 – 25% delle malattie cardiovascolari. Solo nel nostro Paese il fumo causa 75.000/80.000 morti l’anno (fonte smettere-di-fumare.it)
 

Povertà

Aggrava la povertà (l’80% delle morti a causa del fumo avviene in paesi a medio o basso reddito pro-capite)
 

Ambiente

La produzione di tabacco impiega un enorme quantitativo di fertilizzanti chimici e pesticidi che stanno lentamente ma inesorabilmente inquinando le falde acquifere. Si stima che ogni anno queste piantagioni causino tra il 2 e il 4% della deforestazioni globale e generino più di 2 milioni di tonnellate di rifiuti solidi difficili da smaltire.

In Italia l’indagine demoscopica compiuta per conto dell’Istituto Superiore di Sanità su un campione nazionale rappresentativo della popolazione avente più di 15 anni ha rilevato che nel nostro paese i fumatori rappresentano il 22% di cui 27,3% sono uomini e 17,2% donne. Nel biennio 2015 – 2016 la percentuale dei fumatori è aumentata dell’1,2% (+2,2% per gli uomini e + 0,3% per le donne). Il 18,6% del totale dei fumatori consuma sigarette fatte a mano, ben 0,6% in più rispetto al 2014 (notevolmente diffuso tra fumatori giovani, maschi e residente nel Centro
Italia). Il 3,9% del campione dichiara di utilizzare la sigaretta elettronica e, di questi, il 15,1% ha diminuito il consumo di tabacco e il 7,7% ha completamente smesso.

Questa giornata concede a tutti la possibilità di riflettere e di prendere in considerazione la possibilità di smettere di fumare anche per rendere il mondo più sostenibile. Rompere la spirale di povertà, contribuire a ridurre i danni ambientali e combattere il cambiamento climatico: tutto può partire dalla singola scelta di ognuno di noi.

Uno studio condotto e pubblicato nel 2013 dalla ​Texas Tech University (fonte PNAS.org) dimostrerebbe che praticare una tecnica di meditazione come la Body-Mind Training, permetterebbe di diminuire il consumo di sigarette fino al 60% poiché lavora direttamente sulle aree cerebrali dedite all’autocontrollo. Il primo passo per smettere sarebbe dunque imparare ad essere consapevoli della sostanza tossica che si ingerisce con ogni sigaretta.

Su un campione di 5000 utenti fumatori iscritti su StarOfService, circa il 30% ha riferito di essere interessato a provare una tecnica di meditazione e ha dichiarato di aver attivamente cercato un professionista​ in passato o che lo farà nei prossimi sei mesi.

Scegliere di smettere di fumare è una delle cose più difficili che puoi fare nella vita, ma non devi farlo da solo.

(Testo trasmesso da Federica Maranza)