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La fine del patto sociale

La leziosità dei commedianti politici di lungo corso nostrani si sta trasformando in brutale tragedia. Lo stato sociale che hai ereditato fu conquistato col sangue ed ora te lo stanno sfilando sotto il naso con un bluff che ha dell’incredibile. La truffa si basa tutta sul fatto che hai la memoria corta. Rammenta che il deficit dello sciame di Amministrazioni Pubbliche, centrali o periferiche, che pullulano a dismisura nel vecchio stivale è dovuto alle insulsaggini clientelari dei medesimi personaggi che ti accusano di aver scialacquato, di aver vissuto al di sopra delle tue possibilità. Ma chi ha vissuto e vive ancora al di sopra di queste possibilità sono proprio loro. Apri gli occhi.

Sia chiaro, qui non è in discussione il rigore della Merkel o chi per lei, ma la pagliacciata governativa con cui vengono distribuiti oneri ed onori. Hai problemi? Se ne deleghi la soluzione a qualcun altro, come un sindacato o un partito politico, come dimostrano i fatti, sei bello e fritto. Perché anche i sindacati o i partiti politici tutelano, innanzitutto, i loro interessi. E se ti prospettano d’intervenire per risolverli stanno solo fingendo. A proposito, qualora non l’avessi ancora afferrato, il PD non è di sinistra.

Il patto sociale è finito. Non possono coesistere super-pensionati-stipendiati, ecc. e disoccupati, inoccupati, poveri in canna senza nemmeno un centesimo, è ovvio, come fai a non capirlo? E se t’illudi che gli italiani siano remissivi come i greci … Beh, per lo meno nello specifico, il super-agiato presidente Napolitano ha ragione: l’Italia non è la Grecia. Per quanto mi riguarda auspico soluzioni pacifiche, è ovvio. E proprio per questo, tanto per cominciare, ti suggerisco: primo, minimizza i tuoi consumi! Se ci riuscissimo davvero, nel giro di qualche mese i professori dovrebbero trovarsi un altro lavoro … Per concludere, mi sa che sto calcando un po’ troppo la tastiera, quindi è meglio che lo specifichi, non ho interessi di alcun genere, a presto, e grazie.

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