1. Il mondo, che sia visto come creato da Dio o come realtà che non ha un creatore, in ogni caso non é un prodotto dell’uomo, ma costituisce un valore di cui l’uomo non é responsabile. Siamo chiamati a promuovere una visione della vita che metta al centro dell’attenzione le esigenze di tutti, piuttosto che il solo soddisfacimento dei desideri individuali.

3. E’ importante, pertanto, imparare ad uscire dall’egocentrismo per riscoprire ed apprezzare la scelta di “essere al mondo” anziché quella di “avere il mondo”.
Nella realtà di questo mondo tutte le cose sono in relazione tra loro, e ogni persona può esistere solo in questa relazione, condividendo tanto la bellezza quanto la vulnerabilità della vita.

4. La strada per un progresso, che valorizzi in modo equilbrato le risorse della natura e che sia in grado di essere effettivamente solidale con tutte le donne e gli uomini del pianeta, passa per la consapevolezza che l’ecologia non nasce e si sviluppa solo all’esterno di sé.

5. Prendersi cura del futuro del pianeta nasce dalla disponibilità a cambiare stile di vita sviluppando, anzitutto dentro di noi, un senso di giustizia e un atteggiamento di rispetto quale base per la pace.

6. Perseguire stili di vita e modelli di sviluppo solidali con le possibilità e i limiti dell’ambiente.

(Estratti dal “Messaggio in occasione della Nona Conferenza internazionale delle parti sui cambiamenti climatici” RELIGIONI per LA PACE – Milano, 2 dicembre 2003)