Un paese senza futuro, senza speranze, un paese in cui vale solo la legge del più forte, del più furbo, del più ammanigliato. Un paese in cui probabilmente non avrai nemmeno la più miserabile delle pensioni. Un paese in cui sei stato defraudato da soggetti che hanno nome e cognome, facilmente individuabili nella misura in cui le loro losche gesta campeggiano oramai un po’ dovunque, persino nell’ambigua cronaca della stampa allineata.

Soggetti che, nonostante tutto gozzovigliano ancora tra super-pensioni, super-stipendi, super-emolumenti. Già, perché si sono dati da fare, o come dice il ns. emerito Ministro della disoccupazione le cui straordinarie lezioni svettano oramai nell’Olimpo cattedratico nostrano, si sono fatti valere. Quindi è meglio che tu lo sappia, così come stanno le cose, governato da siffatta genia di sbalorditivi esempi di altissima moralità, sei finito. Ossia sarai povero, un miserabile, un indigente appestato povero in canna, un senza Dio, senza patria, senza nemmeno dimora.

Povocazioni? Eccesco di satira? Con gli attuali soggetti al potere l’Italia non può farcela per il semplice motivo che sono le stesse persone ad aver precipitato nel baratro dell’ignominia, della vergogna, della nefandezza e della più truce e dolorosa dissolutezza la nostra pur fantastica e straordinaria Italia.

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