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Cristianesino e reincarnazione

Il Cristianesimo delle origini accettava la reincarnazione, poi quando divenne religione di stato con Costantino e fissò i suoi dogmi così da differenziarsi dal paganesimo, mise da parte la reincarnazione.

Si decise che la vita fosse solo una e che la morte fosse un atto definitivo prima della Grande Resurrezione finale. E l’al di là venne tripartito in inferno, purgatorio e paradiso.

Esiste dunque una tradizione cristiana che prima accolse poi rifiutò la reincarnazione, anche se di fatto mancò una pronuncia ufficiale della Chiesa in tal senso. I concili di Nicea e Costantinopoli non respinsero la reincarnazione ma attaccarono Origene che ci credeva. Oggi dobbiamo considerare le affermazioni di alcuni cardinali o di altri membri della Chiesa come opinioni personali. Storicamente la condanna della reincarnazione non venne dalla Chiesa ma da Giustiniano per motivi politici.

Nel Vangelo di Matteo si legge tuttavia: “Venuto Gesù dalle parti della Cesarea… interrogò i discepoli:

“Gli uomini, chi dicono che io sia?” Ed essi risposero: “Alcuni dicono che tu sei Giovanni Battista, altri Elia e altri ancora Geremia o uno dei profeti“.

Poiché queste persone erano morte, la frase ha senso solo all’interno di una credenza reincarnazionista. Matteo ancora scrive:

“Ma io vi dico che Elia è già venuto ed essi non lo hanno riconosciuto… allora i discepoli capirono che Egli parlava di Giovanni Battista che era stato fatto decapitare da Erode“.

(Giovanni Battista era stato fatto decapitare quando il Cristo aveva 30 anni). Qui sembra di capire che Elia rinacque nelle vesti del Battista.

Ancora Gesù dice:

“Giovanni Battista è Elia che doveva venire“,

ma Elia era vissuto 9 secoli prima, quando doveva venire?

Ugualmente quando l’angelo di Dio annuncia a Zaccaria la nascita di un figlio dalla moglie non più fertile, è scritto:

“..ed egli andrà dinanzi a Dio con lo spirito e la potenza di Elia“.

Il testo greco dice più esattamente: “un figlio posseduto da Elia”, ma cosa vuol dire?

In Giovanni, di fronte al cieco dalla nascita, gli apostoli chiedono a Gesù:

“Chi ha peccato perché nascesse così, lui o i suoi genitori?”

Cristo risponde:

“Né lui né i suoi, è nato così perché manifestasse nel corpo le opere di Dio”,

ma la domanda è in linea col kahrma, se si pensa che su di lui ricada il peccato dei suoi genitori.