«Tutte le religioni hanno raccomandato il digiuno come esercizio di purificazione. Ma il digiuno non deve essere compreso solo sul piano fisico. Se alcune impurità si sono introdotte nel corpo fisico e provocano disturbi fisici, astenersi dal cibo (con misura, ovviamente) può aiutare a eliminarle.

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Tuttavia le impurità possono anche introdursi nel corpo astrale e nel corpo mentale, sotto forma di sentimenti e desideri grossolani, di pensieri e di giudizi erronei. Quei pensieri, quei sentimenti e quei desideri sono entità tenebrose che costringono gli esseri umani ad assorbire certi nutrimenti di cui esse hanno bisogno; sì, perché i pensieri, i sentimenti e i desideri sono entità viventi che a loro volta vogliono essere nutrite.

Per sbarazzarsi di quelle entità tenebrose, l’uomo non deve dar loro più nulla “da mangiare”, ossia deve non solo smettere di nutrire pensieri e sentimenti egoistici e aggressivi, ma anche sostituirli con pensieri e sentimenti puri e luminosi. Privando quelle entità del cibo che esse cercano, egli le farà “digiunare”, e queste allora, sentendosi minacciate di morire di fame, lo abbandoneranno. Ecco come occorre anche comprendere il digiuno, trasponendolo nei piani astrale e mentale.»

(Omraam Mikhael Aivanhov)

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