L’energia dell’autunno ci insegna a trattenere le nostre energie, risparmiando la nostra vitalità.
L’esito di questo stile di vita contenuto e calmo è una certa cautela nell’agire e nell’esprimere le proprie opinioni, è la capacità di distacco che consente serenità ed equità.

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I cinesi, che avevano chiaro che ogni fiore, ogni albero, ogni essere vivente sono soggetti a un processo di mutazione continuo, accettavano il distacco come conseguenza logica: nulla ci appartiene, tutto fluisce e cambia.
Se siamo distaccati, siamo disponibili ad accogliere ogni momento della vita, a “lasciar venire”. Fare il distacco è un atteggiamento del cuore; spesso costa fatica, ma è sempre fecondo di frutti, perché significa capire ogni volta ciò che veramente conta, che nulla ci appartiene e c’è dovuto, che la vera gioia è il dono di ogni giorno, è la nostra vita.

[ Da: Curarsi secondo stagione. Adattare il nostro organismo ai ritmi del tempo e del clima – Emilio Minelli, Fabrizia Berera ]