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Labirinto – Il Sentiero Sacro

Il Labirinto è la metafora del viaggio spirituale come potente mezzo di trasformazione. Meditare mentre si cammina è un rituale mistico presente in tutte le religioni. Placa la mente e apre l’anima.

“Il Labirinto risveglia un sentimento di gioia e misticismo nelle persone che percorrono i suoi sinuosi sentieri.” (The New York Times)

Dalla Prefazione di Lucia Giovannini

Nel 2006 ero negli Stati Uniti per una serie di corsi e nelle pause passavo il mio tempo nelle enormi librerie americane, quando dalla cima di uno scaffale mi è letteralmente caduto addosso un libro che riportava interviste di leader spirituali donne. Una delle intervistate era Lauren Artress.
Già dalle prime righe ho sentito un richiamo profondo per questo simbolismo intrigante che è il labirinto. In qualche modo sapevo che dovevo portare (o riportare?) questa antica e misteriosa tradizione meditativa anche in Italia.
Senza nemmeno avere ancora camminato in nessun labirinto, e senza avere idea di come e se sarei riuscita nel mio intento, decisi di ascoltare questa chiamata e di andare a fondo. Negli anni successivi sono stata più volte a Chartres dove ho studiato con Lauren per diventare facilitatrice e così ho iniziato ad aggiungere ai miei corsi anche l’esperienza del labirinto.
Oramai sono diversi anni che tengo anche in Italia “Al centro di te stesso” il corso in cui si percorre il labirinto. E in questi anni ho avuto l’onore di testimoniare i miracoli di questo potente strumento spirituale.
Man mano che procedono nel labirinto, spesso le persone intuiscono come procedere nella vita. E anche io ogni volta che mi sento stanca, confusa, indecisa su che strada scegliere, percorro il labirinto.
I labirinti che noi utilizziamo, e il cui uso è descritto in questo libro, sono unicursali. Significa che sono percorsi (con diversi angoli a 180 gradi) che portano fino al centro e lo stesso percorso riporta fuori. Non sono dedali, per cui non ci sono strade cieche o percorsi senza uscita.
Il labirinto è un antico schema geometrico basato su spirali e cerchi utilizzato da sempre (le prime tracce risalgono a oltre cinquemila anni fa) in moltissime culture in tutto il mondo, dalla Cina all’Ucraina, dal Perù al Brasile, all’Arizona.
Ci sono molti modi per descriverlo: è un cammino di preghiera, una meditazione in movimento, una fonte di guarigione, un contenitore per il cambiamento, una sorgente per lo spirito, uno specchio per l’anima.
Nel medioevo, diversi labirinti hanno iniziato ad apparire nei pavimenti di molte cattedrali. L’uso del labirinto medioevale, e in particolare quello di Chartres, è sempre stato avvolto dal mistero: secondo alcune correnti pare portasse con sé i segreti insegnamenti originari del Cristo e della Maddalena; per altri, più semplicemente, sembra che percorrere il labirinto rappresentasse il viaggio verso Cristo (o Dio, o il santo grembo della Madonna a seconda delle interpretazioni) e quindi pare sostituisse il viaggio a Gerusalemme in un’epoca in cui era diventato molto costoso e troppo pericoloso fare il pellegrinaggio in Terra Santa.
Non ho prove che confermino l’una o l’altra ipotesi (o entrambe) ma ho parecchi riscontri di quanto camminare lungo il labirinto (o anche solo percorrerlo con un dito) abbia aiutato me e tante altre persone (di questo secolo!) a ritrovare il proprio centro.
Nella vita frenetica che tutti viviamo la maggior parte delle nostre attività sposta il focus verso l’esterno. Ma per riconnetterci con la nostra forza vitale e trovare le risposte alle domande importanti della vita occorre imparare a dirigere nuovamente la nostra attenzione verso l’interno di noi stessi.
Ultimamente i benefici del labirinto sulla psiche umana sono stati riscoperti da diversi studi clinici e dal 1980, solo negli Stati Uniti, sono stati costruiti più di tremila labirinti in aziende, scuole, ospedali, parchi, università, prigioni, chiese e centri benessere.
In un’epoca in cui la capacità di mantenere l’attenzione cala sempre di più, uno dei grandi vantaggi di questa pratica è che insegna alla mente a calmarsi. Camminare lungo il labirinto richiede un continuo riorientamento del corpo. E mentre il corpo è occupato in questo movimento, la mente, solitamente agitata, può finalmente quietarsi.
Allo stesso modo, mentre l’emisfero sinistro del cervello è occupato a seguire la progressione logica e ripetitiva del sentiero del labirinto, l’emisfero destro è libero di pensare in maniera creativa e le capacità intuitive più profonde possono finalmente emergere.
Percorrere il labirinto porta quindi a integrare il corpo con la mente e la mente con lo spirito.

Buona vita!

Lucia Giovannini

www.mylifetv.it/labirinto