Andate e – parafrasando ciò che avvenne a L’Aquila prima del terremoto – tranquillizzate gli italiani, così noi avremo il tempo di sgraffignare quel po’ che rimane e svignarcela mentre il presidente tal de’ tali, povero illuso, ci farà da parafulmine.

Minimizzate sempre il problema del debito pubblico – che per inciso salirà sempre di più alle stelle (Debito pubblico, record dell’Italia nel secondo trimestre 2012 è al 126% del Pil. Secondo i dati Eurostat il nostro Paese si conferma secondo solo alla Grecia. Cresce anche quello di Portogallo, Irlanda e Spagna) –, citate spesso la salvezza, per tranquillizzare i più scettici sarà meglio richiamare spesso il concetto di stabilità.

Ribadite il nostro viscerale impegno sull’equità, ma non citate mai il termine perequazione, suona male o qualcheduno un po’ più sveglio o informato degli altri potrebbe accorgersi del bluff.

Terrorizzate gli italiani sui pericoli dell’antipolitica – non dovranno mai e poi mai capire che l’antipolitica siamo noi – perché polli furono e polli dovranno restare fine alla fine dei tempi. Per cui, dulcis in fundo, fate di tutto per ostacolare il Grillo parlante.

E tu, hai capito ciò che – per ora – ti resta da fare?