Il Sé è il centro della psiche, un centro potenziale, la meta e il fine e lo scopo di tutta la nostra vita, è il luogo di perfezione e di equilibrio dove dovremmo giungere. É il bersaglio della nostra freccia. Potremmo dire che tutta la nostra vita non è altro che una ricerca che muove verso il Sé. …

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La vita si organizza come una totalità che cerca di essere armonica e simmetrica attorno a un centro cioè a un Sé: l’energia deve prendere tutte le sue molte vie e fluire in esse liberamente in tutte le sue parti, in tal modo la vita cresce simmetricamente evolvendosi come una spirale, pensate alla crescita di un albero; se la crescita è sana i rami nascono e si dispongono tutt’attorno in modo spiraliforme senza allungarsi di più da un lato o dall’altro; se invece le energie sono impedite, l’albero si piega e si frantuma e si distorce. Questa crescita simmetrica e a spirale, elicoidale, è la crescita della vita e la spirale volta a destra la rappresenta graficamente, la spirale volta a sinistra rappresenta invece la morte, il processo contro la vita. …

Il Sé, lo scopo profondo, è alimento e risorsa, moltiplica le nostre energie, unifica le nostre esperienze, fa della vita un capolavoro di bellezza. Lo scopo non va visto, va attivato, finché non ci sarà chiaro cosa è veramente importante per noi, cosa veramente di importante può uscire da noi, brancoleremo come ciechi.

Maharishi immagina che i pensieri si formino come bolle che salgono da un fondale profondo, via via esse aumentano il loro volume finché noi le percepiamo come bolle ovvero pensieri, ma la loro potenzialità sta nel fondale prima ancora che qualsiasi pensiero si formi con una grandezza sufficiente a essere avvertito. Il Sé è la matrice potenziale che sta sotto tutti i nostri pensieri, l’energia da cui essi nascono e da cui nasce il nostro essere proprio. Avvertire la potenza del Sé vuol dire arrivare a quel livello di energia pura che sta sotto ogni nostra mente, là dove la forza è primigenia e non ancora articolata e riconoscersi totalmente in esso. La meditazione o l’intensità dell’applicazione ci possono portare proprio lì dove possiamo dire perfettamente: “Io sono questo”.

Le vie per raggiungere questo stato di estrema consapevolezza e sapere ciò che siamo possono essere infinite. “Molte sono le scalinate per raggiungere il Gange” dicono gli Indù. Possiamo paragonare questa consapevolezza a una sensazione di pienezza totale. …

(Appunti tratti dalla lezione 9 di un corso su Sonno e Sogni tenuto a Bologna dalla prof. Viviana Vivarelli)

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