Pranayama è il temine tecnico con il quale è definito l’intero corpo dei procedimenti respiratori dello yoga. La parola (in lingua sanscrita), è composta dal termine prana – che indica l’energia vitale che attraversa e regge tutto ciò che esiste e yama – che descrive il concetto di “controllo” e “direzione”. Il pranayama dunque, è la disciplina che permette di controllare e dirigere l’energia vitale (che regola le funzioni vitali dell’essere umano). Il tramite più diretto per ottenere questo risultato è la regolazione del respiro, per mezzo di numerose e differenti tecniche.

Per capire il pranayama e comprenderne l’importanza nello yoga integrale, la suddetta definizione è di grande rilevanza. Spiegare questa disciplina come un metodo respiratorio è infatti non solo limitativo, ma addirittura fuorviante. Tutto lo yoga si occupa di energia, e tramite l’energia interagisce sul corpo fisico, sull’emotivo e sulla psiche.

Nelle asanas (posizioni), lo fa attraverso l’uso del corpo; nel pranayama, tramite il respiro. Lo scopo è sempre e solo uno: generare un equilibrio energetico e dirigere l’energia (prana), al fine di produrre un risveglio della consapevolezza individuale e una liberazione del proprio potenziale interiore.

Queste righe introduttive vanno considerate come le fondamenta sulle quali svilupperemo il tema del pranayama, in una serie di articoli sempre più approfonditi. Ogni descrizione legata alla fisiologia della respirazione va dunque considerata un semplice aspetto della scienza respiratoria yogica, e certamente non il più rilevante.