Il termine yoga lo si riscontra già nel più antico dei Veda, il Rgveda, con il significato di “unire”, “attaccare”, “imbrigliare”.

Altri termini sanscriti simili sono yuj (verbo) con il significato di “unire” o “legare”, “aggiogare”; yuj (aggettivo) “aggiogato”, “unito a”, “trainato da”; yuga (sostantivo) ossia il giogo che si fissa sul collo dei buoi per attaccarli all’aratro.

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Mircea Eliade (1907-1986) lo riferisce alla radice yuj con il significato di “unire”, da cui anche il latino iungere e iugum.

Ananda Coomaraswamy (1877-1947) ricorda in tal senso il brano del Rgveda dove viene indicato che l’uomo deve:

«aggiogare se stesso come un cavallo disposto ad obbedire»

(Rgveda V,46,1 cit. in Ananda Kentish Coomaraswamy. Induismo e Buddhismo. Milano, Rusconi, 1973, pag. 76)

Da qui il significato, posteriore, di yoga come tecnica ascetica o meditativa avente come scopo l'”unione mistica” con la Realtà ultima e tesa ad “aggiogare”, “controllare”, “governare” i “sensi” (indriya) e i vissuti da parte della coscienza (buddhi).

– http://it.wikipedia.org/wiki/Yoga#Origine_e_significato_del_termine