C’era un vecchio sufi che si guadagnava da vivere vendendo un po’ di tutto. Egli dava l’impressione di non essere tanto intelligente, poiche’ spesso la gente lo pagava con monete false e lui le accettava senza protestare; oppure, dicevano di averlo pagato quando non era vero e lui si fidava della loro parola. (more…)
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A questo punto, noterai in te un fatto meraviglioso … – Anthony De Mello
“Il regno dei cieli soffre violenza
e i violenti se ne impadroniscono”.
(Mt 11,12)Paragona il puro e sereno splendore di una rosa in boccio con le tensioni e l’inquietudine della tua esistenza. La rosa ha una qualità che a te manca: è perfettamente soddisfatta di se stessa. Non è stata, come te, programmata fin dalla nascita per essere scontenta di se stessa. Non è guastata dalla minima frenesia di essere qualcosa di diverso da quello che è, e perciò gode di quella grazia ingenua e di quella assenza di conflitti interiori che tra gli umani si possono trovare ormai soltanto fra i mistici e fra i bambini.
Rifletti sulla tristezza della tua condizione: sempre insoddisfatto di te stesso, sempre bramoso di cambiarti, sempre intriso perciò di una violenza e di una intolleranza verso te stesso che crescono a ogni tentativo che fai per cambiarti. Qualsiasi cambiamento tu riesca a ottenere è perciò sempre accompagnato da un conflitto interiore: così come soffri quando vedi gli altri raggiungere ciò che tu non hai raggiunto e diventare quello che tu non sei.
Saresti così tormentato dalla gelosia e dall’invidia se, come la rosa, tu fossi soddisfatto di ciò che sei e non smaniassi di essere ciò che non sei? Ma tu tendi sempre (non è forse vero?) a paragonarti a qualcun altro che ha più conoscenze, ha una migliore presenza fisica, gode di più vasta popolarità o ha più successo di te. Tu desideri diventare più virtuoso, più caritatevole, più riflessivo; tu desideri incontrare Dio, desideri avvicinarti di più a quelli che sono i tuoi ideali.
Ripensa alla triste storia dei tuoi sforzi per migliorarti: sono finiti tutti in un disastro, oppure ti hanno procurato soltanto un successo parziale, che hai pagato con lotte e tribolazioni.
Adesso immagina di porre termine a tutti questi tuoi sforzi per rinnovarti e a tutta questa insoddisfazione verso te stesso: questo ti condannerebbe forse a metterti in letargo, accettando passivamente tutto ciò che sta dentro di te e attorno a te?
Esiste una via di mezzo tra l’estenuante autostimolazione da un lato e una stagnante accettazione dall’altro: ed è la via dell’autoconoscenza. È una strada tutt’altro che facile, perché il capire che cosa sei esige che tu abbia radicalmente distrutto in te ogni desiderio di trasformare te stesso in qualche cosa di diverso.
Te ne renderai conto con chiarezza se paragonerai l’atteggiamento di uno scienziato che studia i comportamenti delle formiche senza il minimo desiderio di modificarli, con l’atteggiamento di un allenatore di cani che studia il comportamento di un cane allo scopo di fargli imparare un determinato esercizio. Se tu stai cercando non di cambiare te stesso ma di esaminarti, di studiare quali sono le tue reazioni di fronte a determinate persone e cose, senza giudicare, o condannare, o desiderare di cambiarti, allora questa tua investigazione non sarà selettiva ma conglobante; non si fisserà in rigide conclusioni, ma piuttosto sarà sempre, di volta in volta, aperta e attuale.
A questo punto noterai in te un fatto meraviglioso. Ti sentirai inondato dalla luce della conoscenza, e diventerai trasparente e trasfigurato.
È a questo punto che si verifica il cambiamento? Esattamente: dentro di te e attorno a te.
Ma questo cambiamento non è opera del tuo astuto e instancabile io, sempre indaffarato a lottare, a raffrontare, a forzare, a sermoneggiare e a manomettere, con la sua intolleranza e le sue ambizioni, creando così tensioni e conflitti e resistenze tra te e la natura, il che è scoraggiante ed estenuante come guidare con il freno a mano tirato. No: la trasfigurante luce della conoscenza accantona il tuo io intrigante e narcisistico per dare alla Natura briglie sciolte nel realizzare lo stesso tipo di cambiamento che essa produce nella rosa: un cambiamento non artificioso, bensì aggraziato, inconscio, sano, inattaccabile da qualsiasi conflitto interno.
Dato che ogni cambiamento è una violenza, anche la Natura sarà violenta. Ma la meravigliosa caratteristica di questa violenza della Natura, diversamente dalla violenza dell’io, è che essa non nasce da intolleranza e da odio contro se stessi. Non c’è mai rabbia nell’uragano che trascina con sé ogni cosa al suo passaggio, come non c’è violenza nel pesce che divora i propri nati, obbedendo a leggi ecologiche a noi sconosciute, come non c’è violenza nelle cellule del nostro corpo quando si distruggono a vicenda in vista di un bene superiore. Quando la Natura distrugge, essa non agisce per ambizione o per cupidigia o per un piacere personale, ma in obbedienza a leggi misteriose che cercano il bene dell’insieme, al di sopra della sopravvivenza e del benessere delle singole parti.
È questo tipo di violenza che insorge nei mistici quando si ergono contro i modelli e le strutture radicate nella loro società, o nella loro cultura, quando diventano improvvisamente coscienti di mali che i loro contemporanei non vedono neppure. È quella violenza che fa sbocciare la rosa nonostante le forze che si oppongono alla sua fioritura.
E a questa stessa violenza mollemente soccomberà la rosa – come anche il mistico – dopo aver aperto i suoi petali al sole e dopo aver concluso la propria esistenza in una fragile e fragrante bellezza, per nulla preoccupata di aggiungere un solo minuto alla breve esistenza fissatale dal destino.
E così trascorre la sua vita in benedizione e bellezza, come d’altra parte fanno gli uccelli del cielo e gli altri fiori dei campi: nessuna traccia di quella instancabilità e insoddisfazione, di quelle gelosie e di quelle ansie e di quelle lotte che caratterizzano il mondo degli umani, i quali sempre cercano di controllare e di forzare, piuttosto che essere paghi di fiorire fino alla conoscenza, lasciando ogni preoccupazione alla onnipotenza che Dio dispiega nella Natura.
(Da: ANTHONY DE MELLO – CHIAMATI ALL’AMORE – RIFLESSIONI)
– Anthony De Mello (macrolibrarsi)
– Anthony De Mello (amazon)
– https://it.wikipedia.org/wiki/Anthony_de_Mello -
Non basta sperare
A un uomo, la cui barba stava bruciando, la moglie disse preoccupata: La tua barba è in fiamme! Sbrigati! Fai qualcosa! Ed egli replicò: Sto già facendo qualcosa! Sto pregando perché piova! (Antony De Mello)
Quante persone dinanzi ad una situazione problematica reagiscono come il personaggio della storiella di De Mello? Molti pensano che per uscirne basti sperare. Hai mai cercato il significato del verbo sperare nel vocabolario?
Ebbene, alla parola sperare corrisponde la seguente definizione: stare con l’animo in desiderosa attesa di un qualche risultato o evento favorevole. Ciò vuol dire che chi spera non fa altro che aspettare che la situazione cambi, che gli altri cambino idea o atteggiamento, senza pensare di cambiare lui in prima persona, di fare il primo passo.
Risultato? Cosa pensi che possa accadere all’uomo con la barba in fiamme? Nella migliore delle ipotesi può perdere la barba, nella peggiore si può ustionare anche una parte del viso.
In modo simile, chi vive una situazione problematica e non fa nulla per risolverla, rischia di arrivare ad un punto di non ritorno.
Ora qualcuno potrebbe obiettare: Ma insomma, io ho fatto di tutto, eppure non riesco proprio a trovare un lavoro, a fare andare bene il mio rapporto di coppia, a risolvere il mio problema.
Domanda: sei proprio sicuro di aver fatto di tutto? Ma proprio di tutto? Il fatto che tu non sia ancora riuscito a trovare una soluzione ad un problema non significa che non esista alcuna soluzione: probabilmente è a portata di mano ma non la vedi, perché insisti a cercarla sempre nella stessa direzione. A volte basta spostare la visuale anche di poco, assumere un punto di osservazione diverso per vederla.
E’ certamente più facile vedere le soluzioni dei problemi degli altri che le proprie. E allora? Perché non provare ad osservare la tua situazione come se non ti riguardasse direttamente? Potresti sorprenderti di quanto sia semplice e naturale trovare una via d’uscita.
Namastè!
(Francesco Piras s.j. – Da una newsletter del 01-12-05 di scuoladimeditazione.it)
– Anthony De Mello (macrolibrarsi)
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Risveglio – Anthony de Mello
Spiritualità significa risveglio. La maggior parte della gente dorme, anche se non lo sa. Nascono addormentati, vivono addormentati, addormentati si sposano, nel sonno crescono figli e, infine, muoiono addormentati senza mai svegliarsi. Non comprendono mai l’incanto e la bellezza di ciò che chiamiamo esistenza umana. (more…)
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Sopravvivenza – A. De Mello
Ogni giorno il discepolo poneva la stessa domanda: “Come posso trovare Dio?”.
E ogni giorno riceveva la stessa misteriosa risposta:
“Attraverso il desiderio”.
“Ma io desidero Dio con tutto il mio cuore, no? Allora, perche’ non lo trovo?”. (more…)

