Tag: insegnamenti

  • Il perdono è amore? – J. Krishnamurti

    Una domanda su cui non mi ero mai soffermato: il perdono può essere considerato amore? Fintantoché ci sarà qualcuno che si riterrà comunque offeso; ovverosia qualcuno che si riterrà in grado di perdonare, se non l’artefice del perdono medesimo; non si tratterà affatto di amore. Ma leggiamo cosa afferma, a tal proposito, Jiddu Krishnamurti.
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  • Il disordine è essenzialmente conflitto – J. Krishnamurti

    La natura, afferma Jiddu Krishnamurti, tende sempre verso l’ordine. Si tratta, ovviamente, di un ordine spontaneo, di una tendenza all’equilibrio. Mettere ordine nella propria vita, a cominciare dalle circostanze più semplici ed elementari, è il primo passo per riuscire a concepire, se non a realizzare, una prima parvenza dell’Ordine Eterno. L’assenza di conflitto che ne consegue ci avvicinerà, via via, verso gli apici della consapevolezza. Seguono alcune sue – brevi e ponderate – riflessioni.
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  • Perle di gioia (pearls of joy)

    La vita nasconde perle di gioia nello scrigno dell’incertezza …
    Life hids pearls of joy in the jewel case of uncertainty …

    “Quando la mente è pura, ne segue una gioia che è come l’ombra che non ci lascia mai…” (Buddha)
    When the mind is pure, joy follows like a shadow that never leaves.” (Buddha) (more…)

  • Con i nostri pensieri creiamo il mondo – Sharon Salzberg

    In un celebre aforisma, il Buddha disse che l’ostilità non potrà mai cessare con l’ostiltà, ma solo con la non-ostilità. Questa è una legge eterna. Potremo cominciare a trascendere il ciclo dell’avversione quando riusciremo a smettere di vederci personalmente come vendicatori. Alla fine, tutti gli esseri sono possessori del loro karma. (more…)

  • Pensieri di Swami Vivekananda

    – La rete delle parole è una grande foresta, è la causa cioè di vagabondaggi senza mèta della mente. I vari modi di legare le parole, i vari modi di parlare un bel linguaggio, i vari modi di spiegare la dizione delle scritture servono solo alle dispute e al compiacimento degli eruditi, non portano allo sviluppo della percezione spirituale. Coloro che usano questi sistemi per impartire agli altri l’insegnamento della religione sono solo desiderosi di far pompa del loro sapere, affinché il mondo li esalti come grandi sapienti. (more…)

  • Perchè gli uomini combattono? (storia indiana)

    “Nonno, perché gli uomini combattono?”

    Il vecchio, gli occhi rivolti al sole calante, al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la notte, parlò con voce calma:
    “Ogni uomo, prima o poi, è chiamato a farlo. Per ogni uomo c’è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi.” (more…)

  • Pensieri di Sarada Devi

    Sarada Devi (22 Dicembre 1853 – 20 luglio 1920) era la moglie e la controparte spirituale di Ramakrishna. Seguono alcune affermazioni esplicative del suo pensiero.

    – Se vuoi la pace non guardare i difetti degli altri, guarda piuttosto i tuoi difetti. Impara a considerare il mondo come tuo. Niente e nessuno è straniero, figlio mio, il mondo intero ti appartiene.

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    – Non si dovrebbe ferire nessuno, nemmeno con le parole. Non si deve dire nemmeno una verità spiacevole, se non è necessario. Con l’indulgere nell’uso di parole sgarbate si diventa sgarbati. La propria sensibilità va persa se non si ha il controllo della parola.

    – Sotto la spinta di una forte emozione molti sanno compiere grandi cose; ma la vera natura di un uomo si conosce dal modo in cui svolge il suo modesto compito giornaliero. La sofferenza è davvero un dono di Dio. Credo che sia un simbolo della Sua compassione.

    – Sri Ramakrishna mi ha lasciato qui al fine di manifestare l’aspetto Materno del Divino nel mondo.

    – Non sarò in grado di allontanare da me nessuno che si rivolga a me chiamandomi Madre.

    – Non so resistere a nessuno che mi si avvicini chiamandomi Madre.

    – Se mio figlio si rotola nella polvere e nel fango è mio compito togliergli di doso lo sporco e prenderlo in braccio.

    – Lo scopo della vita è quello di realizzare il Divino e rimanere immersi nella contemplazione del Divino. Solo il Divino è reale, ogni altra cosa è falsa.

    – Come si prende il profumo dei fiori maneggiandoli continuamente e come si ottiene il profumo del sandalo sfregandolo ripetutamente su una pietra così, pensando costantemente a Dio, si ottiene il risveglio spirituale. Ma Dio può essere realizzato immediatamente se ogni desiderio svanisce.

    – Molti pensano a Dio solo dopo aver ricevuto dei colpi dal mondo. Felice è colui che riesce a porre la propria mente, come un bel fiore, ai piedi del Signore fin dall’infanzia. La rinuncia andrebbe praticata dalla giovane età.

    – Per mezzo di japa e dell’ascesi il legame del karma è tagliato dalla radice, ma Dio non può essere realizzato se non con l’amore e la devozione.

    – Come potrebbero i devoti appartenere a una qualsiasi casta? I bambini sono tutti uguali.

    – Si dovrebbe chiedere al Divino di essere liberi dal desiderio perché il desiderio è la radice della sofferenza.

    – Si dovrebbe però pregare per conseguire la devozione e il distacco in quanto questi non si possono considerare desideri.

    – Come il vento disperde le nuvole così il nome del Signore distrugge la nuvola della passione per le cose del mondo.

    – Solo per mezzo del lavoro si può rompere la catena del lavoro. Il totale distacco sopraggiunge in seguito. Non si dovrebbe restare in ozio nemmeno per un minuto. Il lavoro aiuta a tenere a bada i pensieri inutili.

    – Ognuno dovrebbe essere disponibile. Sopporta ogni cosa. Il Signore giudicherà.

    – Non si dovrebbe ferire nessun, nemmeno con le parole. Non si deve dire nemmeno una verità spiacevole, se non è necessario. Con l’indulgere nell’uso di parole sgarbate si diventa sgarbati. La propria sensibilità va persa se non si ha il controllo della parola.

    – Non si dovrebbe scherzare con alcunché, anche se insignificante. Se porti rispetto verso le cose, essi ti rispetteranno. Anche una scopa andrebbe trattata con rispetto e con rispetto e con rispetto va eseguito anche il lavoro più insignificante.

    – Si dovrebbe dare a ciascuno il suo. Ciò che non è cibo per l’uomo può essere dato a una vacca; ciò che non è cibo per una vacca può essere dato a un cane; ciò che un cane non mangia può essere gettato ai pesci. Non sprecare nulla.

    – Errare è umano; ma quanti sanno guidare un uomo che sia in errore?

    – Sotto la spinta di una forte emozione molti sanno compiere grandi cose; ma la vera natura di un uomo si conosce dal modo in svolge il suo modesto compito giornaliero.

    – E’ da sciocchi pensare che i pericoli e le avversità non si presentino; inevitabilmente con essi possiamo confrontarci. Però per un devoto, scorreranno via come acqua.

    – Nella pienezza della realizzazione spirituale una persona scopre che la Divinità che risiede nel suo cuore è la stesa che risiede nel cuore di tutti gli esseri, degli oppressi, dei perseguitati, dei diseredati e degli intoccabili. Tale realizzazione rende davvero umili.

    – L’amore è il nostro forte. E’ attraverso l’amore che la famiglia del nostro Maestro si è formata.

    – Non c’è dubbio che ogni cosa accada per volere di Dio. Ma l’uomo deve lavorare perché la volontà di Dio si può esprimere attraverso l’attività dell’uomo. La pratica spirituale non deve essere trascurata.

    – La mente, a certi livelli, è tutto. E’ solo nella mente che l’uomo si sente puro o impuro. Per comprendere il senso di colpa negli altri l’uomo deve prima provarlo in se stesso nella propria mente.

    – Sono la madre dei malvagi come dei buoni. Quando la disperazione ti assale ricorda a te stesso: ho una madre.

    – Figlio mio, se una spina ti punge il piede io ne soffro come se una lancia penetrasse nel mio cuore.

    – Sarada Devi – (amazon)
    – https://en.wikipedia.org/wiki/Sarada_Devi
    – Sri RamaKrishna (amazon)
    – Sri RamaKrishna (macrolibrarsi)
    – https://it.wikipedia.org/wiki/Ramakrishna

  • Concentratevi sull’immagine della luce – Aivanhov

    «Se durante durante la notte vi svegliate e volete alzarvi, la prima precauzione che prendete è accendere la luce. Dal momento che vedete con chiarezza, potete fare ciò che volete; invece, avventurandovi nell’oscurità, sbatterete contro i mobili, romperete qualche oggetto, vi ferirete ecc. (more…)

  • Realizzazione – Ramana Maharshi

    È sbagliato parlare di realizzazione. Che cosa c’è mai da realizzare? Il reale è sempre così com’è. Non stiamo creando nulla di nuovo e non stiamo realizzando nulla che non avessimo prima. (more…)

  • La rivoluzione del Buddha

    «La rivoluzione del Buddha Shakyamuni non è stata una guerra; senza provocare alcuna violenta opposizione, sfidò le convenzioni dominanti della casta brahmanica per trasmettere il Dharma non solo ai governanti e ai ricchi commercianti, ma anche ai fuoricasta, ai diseredati, ai senza tetto; persino alle donne. (more…)