Quando l’amore vi chiama seguitelo. Anche se le sue vie sono dure e scoscese. E quando le sue ali vi avvolgono, affidatevi a lui. Anche se la sua lama nascosta tra le piume potrebbe ferirvi. E quando vi parla, abbiate fiducia in lui. Anche se la sua voce può infrangere i vostri sogni come il vento del nord devasta un giardino. Perché l’amore come vi incorona, allo stesso modo può crocifiggervi. E come vi fa fiorire, allo stesso modo vi recide. Allo stesso modo in cui ascende alle vostre sommità e accarezza i vostri rami più teneri che fremono nel sole, così può scendere fino alle vostre radici e scuoterle fin dove si aggrappano alla terra.
Come covoni di grano vi raccoglie intorno a sè. (more…)
Tag: poesie
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L’amore basta all’amore – Khalil Gibran
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Non perdere mai la speranza – Peter O’Connor
Non perdere mai la speranza nell’inseguire i tuoi Sogni,
perché c’è un’unica creatura che può fermarti,
e quella creatura sei tu. (more…) -
Che cos’e’ un amico? – Ralph Waldo Emerson
Che cos’è un amico?
Te lo dirò.
È qualcuno con cui osi essere te stesso.
La tua anima può denudarsi davanti a lui. (more…) -
Se tu mi dimentichi – Pablo Neruda
Una poesia di Pablo Neruda, da “I versi del Capitano, 1952”. “‘I versi del Capitano’ apparvero, anonimi, a Napoli nel 1952. La storia della raccolta l’abbiamo appresa dalla bocca di Neruda: queste poesie sono il documento agitato del suo amore per Matilde Urrutia, sbocciato a Capri durante la residenza del poeta nell’isola; l’anonimo sotto cui l’opera apparve si dovette al fatto che l’autore non volle ferire pubblicamente la donna alla quale allora era ancora legato… ‘I versi del Capitano’ rappresentano un momento decisivo nell’evoluzione spirituale del poeta. In essi sta il migliore Neruda, il più delicato e il più irruente, il più dolce e il più appassionato, il sommo artista, sempre nuovo e sorprendente in ogni momento della sua vastissima opera.” (dalla prefazione di Giuseppe Bellini) (more…)
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La vera poesia – Aivanhov
«Perché lasciare la poesia a coloro che la scrivono? Essere poeti significa per prima cosa creare la poesia nella propria vita sforzandosi di introdurre in essa la purezza, la luce, l’amore, la gioia. È questa la poesia che si ha bisogno di sentire e respirare nelle creature, qualcosa che armonizza, che vivifica… (more…)
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Fammi un quadro del sole – Emily Dickinson
Sottoposta a correzioni e censure, travisata dai contemporanei che non capendola la vissero come il prodotto di un’immaginazione confusa, ristretta, romanticamente persa nella lettura della Bibbia e nella ricerca dell’amore, la poesia di Emily Dickinson solo con l’edizione critica del 1955 è conosciuta nella sua forma originaria. La raccolta che comprende questa poesia smentisce l’immagine tuttora prevalente della Dickinson riservata, chiusa e timida del New England …. (more…)
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Le sedie dormono in piedi – Nazim Hikmet
Una poesia di Nazim Hikmet (Nâzım Hikmet-Ran, in italiano spesso scritto Nazim Hikmet – Salonicco, 20 novembre 1901, Mosca, 3 giugno 1963 – è stato un poeta, drammaturgo e scrittore turco naturalizzato polacco) letta da Silvio Lorentini. (more…)
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Scritto sulla sabbia – Hermann Hesse
Che il bello e l’incantevole
siano solo un soffio e un brivido,
che il magnifico entusiasmante
amabile non duri:
nube, fiore, bolla di sapone,
fuoco d’artificio e riso di bambino,
sguardo di donna nel vetro di uno specchio,
e tante altre fantastiche cose,
che esse appena scoperte svaniscano,
solo il tempo di un momento
solo un aroma, un respiro di vento,
ahimè lo sappiamo con tristezza. (more…) -
Il testamento di un albero – Trilussa
Da una cronaca letta in un opuscolo rinvenuto in una missiva ritrovata nel futuro. L’albero i cui rami contemplarono molti tra quegli italiani onesti che nel primo ventennio del ventunesimo secolo si lasciarono innocentemente turlupinare dalla propaganda massmediatica di matrice partitocratica … (more…)
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A lungo durerà il mio viaggio – Tagore
Io sono. Sono consapevole di me stesso – ossia della mia interiorità più profonda che alla fin fine coincide con quella di tutti gli altri esseri – quanto del mondo esterno, nelle sue manifestazioni più sublimi come nelle sue più infime trasposizioni. Il pellegrino Tagore viaggia sul fantasioso carro della poesia per riscoprire ciò che c’è già, ma dissimulato da mille e una apparenze, nonché abilmente nascosto nel pur splendido labirinto ch’è la vita. (more…)