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    Siamo liberi? Siamo liberi dal condizionamento della nostra società? Può qualcuno dall’esterno condurci alla salvezza e indicarci la via per conoscere la verità? Diffidiamo dei guru, dei salvatori della Patria e di chi ci impone con la forza il proprio punto di vista autoritario. Diffidiamo di chi vuole sostituire le vecchie società a struttura verticale con le nuove, uguali nella forma e nella sostanza, creando ulteriore conflitto e frammentazione. (more…)

  • Sound of silence – Simon & Garfunkel

    Sound of silence – Simon & Garfunkel
    Di: Simon & Garfunkel
    Da: Il Laureato (1969)

    Testo della canzone (lingua originale)

    The Sound Of Silence

    Hello darkness, my old friend,
    I’ve come to talk with you again,
    Because a vision softly creeping,
    Left its seeds while I was sleeping,
    And the vision that was planted
    in my brain
    Still remains within the sound of silence.

    In restless dreams I walked alone
    Narrow streets of cobblestone,
    ‘Neath the halo of a street lamp,
    I turned my collar to the cold and damp
    When my eyes were stabbed by the
    flash of a neon light
    That split the night
    And touched the sound of silence.

    And in the naked light I saw
    Ten thousand people, maybe more.
    People talking without speaking,
    People hearing without listening,
    People writing songs that voices
    Never share
    And no one dared
    Disturb the sound of silence.

    “Fools,” said I, “You do not know –
    Silence like a cancer grows.
    Hear my words that I might teach you.
    Take my arms that I might
    reach you.”
    But my words like silent raindrops fell
    And echoed in the wells of silence

    And the people bowed and prayed
    To the neon god they made.
    And the sign flashed out its warning
    In the words that it was forming.
    And the sign(1) said: “ The words
    of the prophets are written
    on the subway walls
    And tenement halls
    And whispered in the sound of silence.

    speaker

    Testo della canzone (Traduzione in italiano)
    Traduzione a cura di Ermanno Tassi

    Il frastuono del silenzio

    Salve tenebra, vecchia amica mia
    Eccomi a parlare ancora con te
    Perché una visione silenziosamente
    Si è intrufolata mentre dormivo
    Ed ha lasciato una traccia
    E questa visione mi si è impiantata in testa
    E lì rimane ancora con il frastuono del silenzio

    Nei miei sogni agitati camminavo da solo
    Strade di ciottoli strette
    Sotto l’alone di un lampione
    Alzai il bavero per il freddo e l’umidità
    Allorchè i miei occhi furono trafitti dal
    Lampo di una luce al neon
    Che squarciò la notte
    E scosse il frastuono del silenzio.

    E nella luce vivida vidi
    Diecimila persone, forse più
    Persone che conversavano senza parlare
    Persone che udivano senza ascoltare
    Persone che scrivevano canti che quelle voci
    Non avrebbero mai condiviso
    E nessuno osava disturbare
    Il frastuono del silenzio.

    “Idioti” dissi, “Non sapete che
    Il silenzio cresce come un cancro
    Udite le parole che potrei insegnarvi
    Prendete le mie braccia con le quali potrei Raggiungervi.”
    Ma le mie parole come silenti gocce di pioggia
    Caddero ed echeggiarono nei pozzi del silenzio

    E le persone chine in preghiera
    Al dio neon che si erano creati
    E la scritta mostrò chiaramente il suo monito
    Nelle parole che si stavano formando
    E la scritta disse: “Le parole
    dei profeti sono scritte
    sulle pareti delle metropolitane
    Negli atri dei caseggiati
    E mormorano il frastuono del silenzio.

    NOTE
    1) Qui ritorna la scritta sul muro molto cara agli autori di canzoni anglosassoni, metafora che si riferisce alla scritta biblica apparsa sulla parete decifrata da Daniele (profeta), che è un vaticinio, il “destino segnato” che è diventato un modo di dire anglosassone: “The writing on the wall.” Vedi il brano Stairway To Heaven.

    – Sound of silence – Simon & Garfunkel (amazon)
    – Fonte

  • Se tu mi dimentichi – Pablo Neruda

    Una poesia di Pablo Neruda, da “I versi del Capitano, 1952”. “‘I versi del Capitano’ apparvero, anonimi, a Napoli nel 1952. La storia della raccolta l’abbiamo appresa dalla bocca di Neruda: queste poesie sono il documento agitato del suo amore per Matilde Urrutia, sbocciato a Capri durante la residenza del poeta nell’isola; l’anonimo sotto cui l’opera apparve si dovette al fatto che l’autore non volle ferire pubblicamente la donna alla quale allora era ancora legato… ‘I versi del Capitano’ rappresentano un momento decisivo nell’evoluzione spirituale del poeta. In essi sta il migliore Neruda, il più delicato e il più irruente, il più dolce e il più appassionato, il sommo artista, sempre nuovo e sorprendente in ogni momento della sua vastissima opera.” (dalla prefazione di Giuseppe Bellini) (more…)

  • Karma – Joseph Goldstein

    Il Buddha definì il karma come un’attività volontaria e ciò implica che ogni volontà nella mente è come un seme con un enorme potenziale. Nello stesso modo in cui la più piccola ghianda contiene la potenzialità di un albero grande come la quercia, così ciascuna delle nostre azioni volontarie contiene il seme dei risultati karmici. (more…)

  • Interiorità, interattività e preghiera 2.0

    La nostra vita spirituale, comunque la si intenda, religiosamente o meno (pensiero, riflessione, meditazione, preghiera), è certamente influenzata dal modo in cui noi viviamo la rete.

    Chi ha una certa abitudine all’esperienza di Internet infatti appare più pronto all’interazione che all’interiorizzazione. E generalmente “interiorità” è sinonimo di profondità mentre “interattività” è spesso sinonimo di superficialità. Saremo condannati alla superficialità, dunque? (more…)

  • Confucio 3 (aforismi)

    La meditazione aiuta a superare l’ignoranza spirituale favorendo l’autoconsapevolezza. Proprio in concomitanza con questa sorta d’approfondimento introspettivo ci rendiamo conto di non essere così limitati come l’apparenza sembrerebbe indicare. Seguono alcune frasi di Confucio su cui soffermarsi per riflettere. (more…)

  • Tra ricchezza e povertà – Dom Hélder

    «Quando io do da mangiare a un povero, tutti mi chiamano santo. Ma quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora tutti mi chiamano comunista». (more…)

  • Dhyana, la meditazione

    E’ il settimo membro dell’Ashtanga yoga di Patanjali. E’ ciò che comunemente definiamo “meditazione” e che introduce allo stato di estasi o Samadhi.

    Essa si compie negli strati più profondi del nostro essere, in una sfera della consapevolezza umana che non è afferrabile con l’intelletto, nè raggiungibile con la mera volontà; è perciò impossibile descriverla esattamente. (more…)

  • Preghiera e meditazione – Aivanhov

    “La preghiera e la meditazione possono darvi un senso di pace, ma anche una straordinaria sensazione di pienezza. Perché? Apparentemente non avete ricevuto nulla, eppure vi sentite appagati come se vi foste nutriti, dissetati, e se saprete come conservarla, questa sensazione non vi abbandonerà. (more…)

  • La natura del Buddha (racconto zen)

    Un discepolo di nome Esshin conduceva sempre con sè una mucca quando si recava ad ascoltare gli insegnamenti del suo maestro.
    Una sera, mentre lui e la mucca facevano ritorno dopo una lettura dell’Hoke Kyo (sutra del loto), la mucca, con il suo zoccolo, scrisse sulla sabbia della via questi versi: (more…)