Uno tra i migliori articoli che abbia mai ascoltato – se non letto – in merito alle problematiche relative all’ansia. Dopo averlo ponderato con attenzione ho seguito con cura i suggerimenti ivi riportati e ho riscontrato quasi subito dei benefici effettivi e persistenti. Al che mi sono meravigliato io stesso di come dei suggerimenti – in apparenza – così semplici possano dar luogo a riscontri cotanto repentini. L’autore è Raffaele Morelli. In fondo alla pagina trovi il filmato.
Dentro ciascuno esistono due modi di vedere i disagi
Oggi vorrei parlare di come si guardano i disagi, in particolar modo l’ansia e quindi di come si sta con sé stessi. È molto diverso dire “soffro di ansia, non so cosa fare” oppure dire “adesso sento l’ansia che arriva e la guardo come se fosse un panorama”. Questo perché dentro di noi esistono due sguardi: lo sguardo “del dettaglio”, quello che ci fa dire “io sono i miei pensieri, io ho questo carattere, io sono fatta così, questo è il mio passato, questa è la mia storia, questi sono i miei ricordi”. Questo è uno sguardo che fa ammalare. Poi c’è uno sguardo che infinisce: questo è lo sguardo “della salute”. Guardo l’ansia non come se fosse una cosa che mi tormenta, ma come il vento: non sta arrivando l’ansia, sta arrivando il vento. E io mi affido al vento. Se chiudo gli occhi e sento l’ansia arrivare mi affido al vento e improvvisamente divento come un seme che viene portato da una parte all’altra, sbattuto di qua e di là. Insomma comincio a perdermi… (more…)