Tag: buddhismo

  • Trasforma la Tua Vita – Geshe Kelsang Gyatso

    Tutti gli esseri viventi hanno lo stesso fondamentale desiderio di essere felici e di evitare la sofferenza, ma pochissime persone comprendono le vere cause della felicità e della sofferenza. Generalmente crediamo che le condizioni esterne come cibo, amici, auto e denaro siano le vere cause della felicità e come risultato dedichiamo tutto il tempo e l’energia per acquistarli. Superficialmente sembra che queste cose possano farci felici, ma se guardiamo più profondamente vedremo che ci portano anche una quantità di sofferenza e di problemi. (more…)

  • Karma, rinascita – John Snelling

    La parola karma è penetrata nella coscienza occidentale ma, in apparenza e almeno dal punto di vista buddista, in maniera un po’ distorta. È detta spesso «legge di causa ed effetto», e in questo modo riguarda le conseguenze delle azioni fisiche, verbali e mentali. Le conseguenze sono molto importanti nel buddismo. (more…)

  • Al Buddha interessava solo come ci si sveglia – Shunryu Suzuki Roshi

    Il Buddha non era interessato agli elementi contenuti negli esseri umani, né alle teorie metafisiche dell’esistenza. Era più interessato a come egli stesso esistesse in questo momento. Questo era il suo punto. Il pane è fatto di farina. Per il Buddha la cosa più importante era in che modo la farina diventi pane una volta messa nel forno. Il suo interesse principale era come ci si sveglia. (more…)

  • I tre sentieri

    Questi tre sentieri portano tutti al paradiso (nonché alla meditazione – ndr): dire la verità – non cedere alla rabbia – e dare, anche quando hai ben poco da condividere. (Dhammapada strofa 224) (more…)

  • Storia di Hob che utilizzò la malattia come campo di pratica – Jack Kornfield

    Alla fine, al di là della trasformazione, possiamo imparare a smetter del tutto di identificarci nella nostra personalità. Harrison Hoblitzelle, insegnante buddhista mio amico, ha dimostrato questa trasformazione quando si è ammalato. (more…)

  • Fa’ dell’evidenza il tuo rifugio – Digha Nikaya

    Fa’ di te stesso un’isola, fa’ di te stesso il tuo rifugio; non c’è altro rifugio. Fa’ dell’evidenza la tua isola, fa’ dell’evidenza il tuo rifugio; non c’è altro rifugio. E come ti trasformerai in un’isola e in un rifugio per te stesso? (more…)

  • “Che cos’è la retta attenzione?” – Parole del Buddha

    Buddha

    Ora, che cos’è la retta attenzione? [… ] Il discepolo è attentamente cosciente del suo andare e venire; attentamente cosciente del guardare avanti e indietro, attentamente cosciente mentre si china o distende qualsiasi parte del corpo; attentamente cosciente nel mangiare, nel bere, nel masticare e nell’assaporare; attentamente cosciente nello scaricare escrementi ed urina; attentamente cosciente nel camminare, nel levarsi in piedi, nello star seduto, nell’addormentarsi e nel risvegliarsi; attentamente cosciente nel parlare e nel restare in silenzio.

    (Digha Nikāya, 22)

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  • Cambiare – Emozioni – Dalai Lama

    “Quello che è passato è passato, nulla può cambiarlo. Ma il futuro può essere diverso se scegliamo di cambiare. Dobbiamo coltivare una visione di un futuro più felice e di pace e fare adesso lo sforzo in modo che si realizzi. Questo non è il momento per la compiacenza, la speranza risiede nelle nostre azioni.”
    S.S. Dalai Lama 9 febbraio 2017

    “Proprio come il calore dissipa il freddo, così l’amorevole gentilezza disperde la rabbia. Dobbiamo imparare a contrastare le nostre varie emozioni. La distrazione è solo una misura temporanea. Il rimedio più duraturo è essere in grado di vedere le qualità positive in qualcosa o qualcuno che in genere vediamo come negativo. Poiché raramente vi è alcuna giustificazione per le emozioni distruttive, noi dobbiamo diventare consapevoli di ciò che le genera e quali siano gli antidoti.”
    Sua Santità il Dalai Lama – 25 marzo 2016

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    – https://it.wikipedia.org/wiki/Dalai_Lama
    – Frasi celebri del Dalai Lama
    – https://www.facebook.com/DalaiLama

  • “Quando si afferra, si perde la libertà” – Parole del Buddha

    Un uomo chiese: «A beneficio di tutte le persone diverse venute ad ascoltare le tue parole, spiegaci in che modo tu hai trovato e compreso». Il Buddha rispose: «Quando si afferrano le cose è a causa di una sete, un attaccamento, una brama. Dovreste lasciarle perdere, lasciarle perdere del tutto, sopra, sotto, intorno e dentro. Non fa alcuna differenza ciò che si afferra. Quando si afferra, si perde la libertà; rendetevene conto e non aggrappatevi a nulla. In questo modo si smette di essere una creatura dell’attaccamento, in potere della morte».

    (Sutta Nipāta)

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  • Come si costruisce l’identità – Jack Kornfield

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    Indagando con cura sulla questione dell’identità scopriamo che la creazione di un « io » è un processo che si compie attimo per attimo. Osservando meticolosamente, possiamo esaminare la nostra esperienza e renderci conto che ogni attimo è fatto di tanti eventi microscopici — impressioni sensoriali fisiche, di sentimenti, percezioni, pensieri — che sorgono e passano in modo piuttosto semplice. Poi possiamo notare anche come vi si aggiunga un senso di identità, a generare un « io ». Ci identifichiamo con una qualche parte della nostra esperienza, la quale « possiede » i sentimenti, le convinzioni, la narrazione interiore e le storie che considera « io » e « mie ». Questa identificazione, questa visione di sé, appena nata genera subito l’illusione della separatezza, di « io » e « gli altri ». Il senso di sé e altro però non sono concreti, quanto non è diverso il Texas dall’Oklahoma quando ci troviamo in piedi sul confine fra i due stati. Se non ci aggiungiamo questa identificazione, l’esperienza di ogni attimo è soltanto quel che è: la cosa in sé, senza nessuno che la « possieda ».

    Uno dei modi preferiti di Ajahn Chah di insegnare questa verità era di portare i suoi studenti a mettere in discussione la loro identità sociale. A volte cominciava semplicemente esagerando i nostri ruoli, presentandoci come macchiette di una commedia: « Quel monaco è il mio professore titolare, il nostro intellettuale residente. Ha due lauree, pensa tutto il tempo. Non so come faccia a entrarci tutta quella roba nella sua testa. Quell’altro monaco lo chiamiamo ‘Pisolo’: dorme tutto il tempo, anche da seduto. Quello là è invece un tipo tosto: gli piace battersi, è in conflitto con ogni cosa. E questo è il nostro monaco depresso, che non sorride mai; il mondo è davvero pesante e lui se lo porta in giro nella sua borsa da monaco. E io, io sono il maestro. Uno bravo ». Poi rideva con un gran senso di liberazione e diceva: « È semplice: siate coloro che conoscono, non coloro che possiedono ». Quando la mente pensante è tranquilla e l’attenzione accurata, all’improvviso cogliamo il non sé. Facciamo un passo e ci rendiamo conto che non c’è nessuno che «l’ha fatto », che c’è soltanto la sensazione del movimento del corpo che si accompagna a stimoli visivi, percezioni, impulsi. In noi nascono pensieri e opinioni, ma si pensano da sé e poi scompaiono « come bolle sulla superficie del Gange », dice il Buddha. Quando non ci aggrappiamo a essi, perdono la loro presa su di noi. Alla luce della consapevolezza, il sé costruito sull’identificazione si rilassa e ciò che resta da vedere non è che il processo della vita, né « sé » né « altro », soltanto la vita che si dispiega come parte del tutto.

    A questo punto è essenziale notare che l’assenza di « sé » non nega né respinge in alcun modo la nostra esperienza. Non ci si disfa di nulla: le esperienze sono le stesse. Quel che cambia è che smettiamo di identificarci in esse, smettiamo di chiamarle « mie » o « io ». Alcuni si sentono cadere di dosso un gran peso e piangono di compassione per se stessi rendendosi conto del carico fittizio che si sono portati addosso tutto quel tempo. Più spesso, semplicemente, ci rilassiamo e scopriamo l’agio spontaneo che nasce quando lasciamo andare il senso limitato del « sé ».

    (Da: Jack Kornfield, il Cuore Saggio)

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    – https://en.wikipedia.org/wiki/Jack_Kornfield
    – Fonte