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  • Riconoscere il vostro bambino – Eckhart Tolle

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    Siete un essere umano. Cosa significa?

    La maestria della vita non si basa sul controllo, ma sul trovare un equilibrio fra l’umano e l’Essere.

    Madre, padre, marito, moglie, giovane, vecchio, i ruoli che voi rappresentate, la funzione che assolvete, qualsiasi cosa facciate, tutto ciò appartiene alla dimensione umana. L’umano deve avere la sua parte e bisogna onorarla, ma non è sufficiente per una relazione o una vita completa e significativa. Non importa che cosa abbiate raggiunto o quanto duramente abbiate tentato, l’umano da solo non è mai sufficiente.

    Allora vi è l’Essere. Lo trovate nella quieta, vigile presenza della Coscienza stessa, la Coscienza che siete voi. L’umano è forma. L’Essere è non-forma. L’umano e l’Essere non sono separati ma strettamente connessi.

    Nella dimensione umana, voi, senza alcun dubbio, siete superiori al vostro bambino. Siete più grandi, più forti, ne sapete di più, potete fare di più. Se conoscete solo questa dimensione vi sentirete superiori a lui, anche se in modo inconscio; e lo farete sentire inferiore, anche se in modo inconscio.

    Non c’è uguaglianza tra voi e il vostro bambino perché nella vostra relazione c’è solo forma e, nella forma, naturalmente non siete alla pari. Potete amare il vostro bambino, ma il vostro amore sarà solamente umano, che è come dire, condizionato, possessivo, intermittente.

    Solo al di là della forma siete in uno stato di uguaglianza e solo quando trovate in voi stessi la dimensione della non-forma vi può essere vero amore nella relazione.

    La Presenza che siete voi, l’IO SONO senza tempo, riconosce se stesso nell’altro, e l’altro, in questo caso il vostro bambino, si sente amato, che è come dire, riconosciuto.

    Amare significa riconoscere voi stessi nell’altro. Allora l’estraneità dell’altro si rivela come un’illusione appartenente al regno puramente umano, il regno della forma.

    L’aspirazione profonda che è in ogni bambino è l’aspirazione a essere riconosciuto, non a livello della forma, ma a livello dell’Essere. Se i genitori onorano solamente la dimensione umana del bambino ma trascurano l’Essere, il bambino sentirà che la relazione è insoddisfacente, che manca qualcosa di assolutamente vitale e vi sarà in lui un dolore crescente e qualche volta un inconscio risentimento verso i genitori. “Perché non mi riconoscete?” Questo è quello che sembra dire il dolore o il risentimento.

    Quando un altro vi riconosce, quel riconoscimento attira ancora di più la dimensione dell’Essere in questo mondo, grazie a entrambi.

    Questo è l’amore che redime il mondo. Ho parlato di ciò facendo riferimento specifico alla relazione con i vostri bambini, ma naturalmente si applica a tutte le relazioni.

    È stato detto “Dio è amore” ma questo non è assolutamente corretto. Dio è l’Unica Vita, al di fuori e dentro tutte le innumerevoli forme di vita. L’amore implica la dualità: chi ama e chi è amato, soggetto e oggetto.

    Così l’amore è il riconoscimento dell’unità nel mondo della dualità. Questa è la nascita di Dio nel mondo della forma. L’amore rende il mondo meno mondano, meno denso, più trasparente alla dimensione divina, la luce della coscienza stessa.

    (Da: Un nuovo mondo – Eckhart Tolle)

    – Eckhart Tolle – Amazon
    – Eckhart Tolle su Macrolibrarsi.it
    – https://it.wikipedia.org/wiki/Eckhart_Tolle
    – Fonte
     

  • Il sesto vincolo: questo corpo è me – Thich Nhat Hanh

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    I DIECI VINCOLI CHE CI LEGANO. IL SESTO VINCOLO (PRIMA VISIONE): QUESTO CORPO È ME (THICH NHAT HANH)

    La nostra sofferenza deriva principalmente dalla nostra mente e da come vediamo il mondo.

    Nella tradizione buddhista parliamo dei dieci tipi di vincoli, samyojana, che ci legano e ci privano della libertà.

    La parola sanscrita samyojana si può tradurre come «nodi» e tali vincoli sono come nodi stretti dentro di noi. Ci spingono a fare e dire cose che non vogliamo fare né dire. Sono molto potenti. La nostra consapevolezza, concentrazione e saggezza devono essere anch’esse potenti per scioglierli.

    Il sesto vincolo (la prima visione): questo corpo è me

    I vincoli che vanno dal sesto al decimo si concentrano sulle errate percezioni e le errate visioni che conducono alla nostra sofferenza.

    Il sesto vincolo è la visione che questo corpo sia me, che sia un sé separato. Credi semplicemente di essere questo corpo, e di conseguenza pensi che con la disgregazione del corpo non sarai più qui. Credi di non essere stato qui prima che questo corpo si formasse. Se hai una tale visione, aggiungi molta sofferenza non necessaria alla tua vita.

    (Da: “Le quattro verità dell’esistenza”, Thich Nhat Hanh)

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    – Thich Nhat Hanh (macrolibrarsi)
    – Thich Nhat Hanh su wikipedia
    – EsserePace.org – Thich Nhat Hanh
    – Fonte

  • Il 5-10 per cento del nostro cuore – Khechog Nawang

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    Io cerco di mettere in relazione il Dharma cogli esseri umani del XXI secolo. Come disse Einstein, noi esseri umani utilizziamo solo il 5-10 per cento della capacità del nostro cervello. Nello stesso modo, usiamo solo il 5-10 per cento della capacità del nostro cuore per amare e sentire la gentilezza. Invece di inscatolarci nel nostro cuore, di amare solo noi stessi, io, me, la scatola più piccola, dobbiamo cercare di espandere lentamente il cuore finché la scatola non è in grado di accogliere tutta l’umanità, tutti gli esseri senzienti. Quando impieghiamo il massimo della nostra intelligenza per accedere a questi livelli più profondi, per andare oltre il livello materiale, allora diventiamo saggi. Ci rendiamo conto dell’interdipendenza e della natura transitoria dell’esistenza; in questo modo ci liberiamo dalla sofferenza. Allora potremo portare al mondo la felicità e una pace duratura.

    (Khechog Nawang – Saggezza buddista)

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  • 7 cose che il Buddha non ha mai detto

    Buddha

    1. “La vita è sofferenza”
    1. “Life is suffering.”

    2. “L’amore passato non è altro che memoria. L’amore futuro non è altro che sogno. Il vero amore è nel qui e ora.”
    2. “Past love is but a memory. Future love is but a dream. True love is in the here and now.”

    3. “Non c’è sé.”
    3. “There is no self.”

    4. “Tutto è impermanente”
    4. “Everything is impermanent.”

    5. “La sofferenza viene dal resistere al cambiamento”
    5. “Suffering comes from resisting change.”

    6. “Se vuoi vederele azioni passate di una persona, guarda la sua condizione presente. Se vuoi vedere le future condizioni future di una persona, guarda le sua azioni presenti.”
    6. “If you want to see a person’s past actions, look at his present condition. If you want to see a person’s future condition, look at his present actions.”

    7. “Un migliaio di candele può essere accesa da una singola candela, senza diminuire la luce della prima candela. La felicità non diminuisce dall’essere condivisa.”
    7. “A thousand candles can be lit by a single candle and yet not diminish the first candle’s light. Happiness is never diminished by being shared.”

    (Testo di Thanissaro Bhikkhu, abate del Metta Forest Monastery della Contea di San Diego, California)

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    – Buddha e Buddismo (macrolibrarsi)
    – Fonte

  • Immaginazione creativa – Aivanhov

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    «Voi vorreste pregare, ma non sempre è facile concentrarsi per entrare in relazione con la Divinità. Allora, anziché tormentarvi o scoraggiarvi, cercate di utilizzare questo metodo.

    Immaginate molto lontano e molto in alto nello spazio un centro vivo e vibrante dal quale scaturiscono raggi di luce che si dipartono in tutte le direzioni per nutrire le entità celesti e la moltitudine di creature nell’universo. Grazie a questa immagine, i vostri pensieri si dirigeranno verso il luogo in cui la presenza divina si manifesta più intensamente, e sentirete che la vostra preghiera riceve un’eco.

    Gli Iniziati e i grandi Maestri sono continuamente collegati a quel focolaio di luce. Nell’invisibile, i loro pensieri creano delle correnti potenti nelle quali noi possiamo entrare per sentirci in comunione con il Signore.»

    (Omraam Mikhael Aivanhov)

    – Aivanhov su Amazon.it
    – Aivanhov su macrolibrarsi
    – Aivanhov su Wikipedia
    – Prosveta pubblica le opere d’Aivanhov

  • Il disordine creato dal tempo – Jiddu Krishnamurti

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    Tempo significa spostarsi da quello che è per andare verso quello che dovrebbe essere. Ora ho paura, ma un giorno non ne avrò più. Questo significa che per liberarmi dalla paura ho bisogno di tempo. O almeno, siamo convinti che sia così. Ci vuole tempo per modificare quello che è in quello che dovrebbe essere. E questo tempo implica anche uno sforzo per superare l’intervallo tra quello che è e quello che dovrebbe essere. La paura è qualcosa che non mi piace e quindi farò uno sforzo per comprenderla, per analizzarla, per sezionarla; cercherò di scoprirne la causa, oppure farò di tutto per evitarla. Tutto questo comporta uno sforzo, che noi ormai siamo abituati a fare. Viviamo costantemente nel conflitto tra quello che è e quello che dovrebbe essere.

    Quello che dovrei essere è un’idea, e un’idea è immaginazione, non è il facto, non è quello che sono. E quello che sono può essere cambiato solo quando capisco il disordine creato dal tempo.

    Allora, possibile che mi liberi completamente dalla paura, all’istante? Se consento alla paura di continuare, creerò altro disordine; perché è evidente che il tempo estende il disordine e non é certo un mezzo per liberarci definitivamente dalla paura. Non esiste un processo graduale che consenta di togliere di mezzo la paura, così come non esiste un processo graduale che consenta di sbarazzarci del veleno del nazionalismo. Se siete nazionalisti e tuttavia affermate che col tempo si affermerà la fratellanza tra gli uomini, state accettando che ora ci siano guerre, odio, infelicità e quelle spaventose divisioni che separano gli esseri umani. Quindi il tempo crea continuamente disordine.

    – Jiddu Krishnamurti –

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    – Krishnamurti (macrolibrarsi)
    – https://it.wikipedia.org/wiki/Jiddu_Krishnamurti
    – https://it.krishnamurti-teachings.info
    – Aforismi di Jiddu Krishnamurti su Meditare.it
    – jkrishnamurti.org

  • Il nemico – Dalai Lama

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    Come dice Shantideva, ci sono molti esseri cui si può fare la carità, ma ci sono pochissimi esseri coi quali ci si può esercitare nella pazienza e ciò che è più raro è anche più prezioso. Un nemico è davvero gentile. Coltivando la pazienza il potere dei meriti aumenta e la pazienza si può praticare solo nel rapporto con un nemico. Per questo motivo, i nemici sono i principali istigatori dell’aumento di potere dei meriti. Un nemico non è uno che impedisce la pratica della religione, ma uno che la favorisce.

    – Dalai Lama –

    – Dalai Lama – Amazon
    – Il Dalai Lama – Macrolibrarsi.it
    – https://it.wikipedia.org/wiki/Dalai_Lama
    – Frasi celebri del Dalai Lama

  • Dormire … per dimenticare

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    Dimenticare: lo scopo del sonno. Dormire è il prezzo che paghiamo per avere un cervello plastico e in grado di imparare nuove cose ogni giorno: la conferma in uno studio quadriennale compiuto sui topi.

    Di giorno le sinapsi, ossia i punti di contatto tra i neuroni, sono rafforzate da stimoli che ne aumentano numero e volume: facciamo nuove esperienze, accumuliamo ricordi e competenze. Di notte, parte di questo groviglio si disfa: le sinapsi si assottigliano di circa il 20%, i ricordi inutili sono eliminati e si fa posto a quelli del giorno che verrà.

    La conferma del fatto che il sonno è essenziale per “fare pulizia” nella memoria umana arriva da uno studio quadriennale pubblicato su Science. La ricerca di Chiara Cirelli e Giulio Tononi, che si occupano di ricerca sul sonno presso il Wisconsin Center for Sleep and Consciousness (USA), supporta la teoria della omeostasi sinaptica, secondo la quale il sonno servirebbe a mantenere un equilibrio funzionale tra le sinapsi. [ … ]

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  • Abbraccia la paura – H.W.L. Poonja‏

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    Domanda: «Quando sono calmo – e provo solo questo amore – è così bello. Ma poi viene questo sentimento di paura; come se l’amore se ne andasse per sempre. Io non voglio che quella paura venga. Voglio rimanere soltanto nella bellezza del sentimento d’amore».

    Papaji: «Posso suggerirti soltanto che quando viene la paura, che è quel che sta accadendo, tu la lasci venire. Abbraccia questa paura, non rifiutarla. Abbracciala e baciala. Se la paura viene quando sei felice è una vecchia abitudine che si sta manifestando, una tendenza latente della mente. Tutto ciò che dorme deve svegliarsi adesso; altrimenti queste tendenze ti daranno molto filo da torcere, ripetutamente».

    (Sri Hariwansh W. Lal Poonja – Papaji)

    – Sri Hariwansh Lal Poonja – Macrolibrarsi
    – Hariwansh L. Poonja – Amazon
    – https://it.wikipedia.org/wiki/H.W.L._Poonja

    Sri Hariwansh Lal Poonja, (1910-1997), chiamato dai discepoli ‘Papaji’, nacque nel Punjab occidentale, nell’attuale Pakistan. A nove anni sperimentò il suo primo ‘samadhi’. Fervido indipendentista, dopo il matrimonio e dieci anni di lavoro come commesso viaggiatore, fece domanda per arruolarsi nell’esercito inglese, pensando poi di utilizzare la preparazione militare contro gli inglesi stessi. Ma lasciò il suo posto di ufficiale e nel 1944 raggiunse l’ashram del suo maestro, Ramana Maharshi.

    Lavorò per mantenere la famiglia fino al ’66 e una volta in pensione, dopo aver vissuto sulle rive del Gange, iniziò a viaggiare per il mondo senza volersi mai radicare in nessun luogo. Verso la fine degli anni ’80, per problemi di salute, si stabilì a Lucknow, nello stato dell’Uttar Pradesh in India, tenendo ‘satsang’ (incontri, discorsi) quotidianamente, aiutando centinaia di ricercatori spirituali e devoti.

  • Non c’è niente da trovare

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    Una poesia di Mascha Kaléko così incisiva e profonda da non aver nulla da invidiare al più enigmatico enunciato dei più noti maestri zen.
     

    Rassegnazione per principianti

    “Tu non cercare nulla. Non c’è niente da trovare,
    Niente da capire. Accontentati.
    Quando verrà il loro tempo fioriranno i tigli
    Sopra la tomba scavata di fresco.

    Quando verrà il suo tempo si dissiperà il buio,
    Scintillerà la luce rinata.
    Niente è concluso, tutto continua.
    E tu sarai allegro. O forse no.

    Tra sparire e ricominciare
    L’impossibile accade.
    Come e perché non è stato svelato.
    Suona nuova al principiante l’antichissima melodia.

    Per cercare il senso profondo, non sprofondare.
    Tu non cercare. Così lo troverai.”

    (Mascha Kaléko)

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    – Mascha Kaléko su it.wikipedia
    – Note biografiche
    – Fonte