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  • L’economia del Buddha – Clair Brown

    Nella visione dominante dell’economia, gli individui pensano principalmente a loro stessi, perseguono un reddito per sostenere uno stile di vita agiato e la natura esiste per essere dominata dall’uomo. Radicalmente alternativo a tale visione è invece il pensiero economico buddhista, per il quale le persone sono sostanzialmente altruiste, sono interdipendenti le une con le altre e con la natura. (more…)

  • Skin Deep featuring Buddy Guy | Playing For Change

    Playing For Change logo

    George “Buddy” Guy (Lettsworth, 30 luglio 1936) è un chitarrista e cantautore statunitense. È uno dei più importanti esponenti dell’Electric blues americano. Figura di spicco del genere nero è, insieme a B.B. King, uno dei capostipiti. Eric Clapton lo ha definito uno dei migliori chitarristi blues della storia.

    I’ve been around a while
    I know wrong from right
    And since a long time ago
    Things been always black and white
    Just like you can’t judge a book by the cover
    We all gotta be careful
    How we treat one another

    Skin Deep
    Skin Deep
    Underneath we’re all the same
    Skin Deep
    Skin Deep
    Underneath we’re all the same
    We’re all of the same

    A man in Louisiana
    He never called me by my name
    He said “boy do this and boy do that”
    But I never once complained
    I knew he had a good heart
    But he just didn’t understand
    That I needed to be treated
    Just like any other man

    Skin Deep
    Skin Deep
    Underneath we’re all the same
    Skin Deep
    Skin Deep
    Underneath we’re all the same
    We’re all of the same

    Skin Deep – Playing for Change feat. Buddy Guy, Tom Morello – mp3 (amazon)

    – Playing for Change (amazon)
    – Skin Deep (Main Version) – Buddy Guy feat. Derek Trucks
    – https://playingforchange.com
    – https://it.wikipedia.org/wiki/Buddy_Guy

  • Sei tu a curare te stesso – Alejandro Jodorowsky

    Sei tu a curare te stesso

    Se guarisci una persona che non vuole curarsi, ti detesterà. Lotterà contro di te, lotterà insieme al problema per paralizzarsi di nuovo. Non si renderà conto di avere realizzato una presa di coscienza e ti renderà colpevole di tutte le sue disgrazie. Nella misura in cui non voleva essere guarita, le hai fatto un male enorme. Ci abituiamo alla nostra malattia, se qualcuno ci turba entriamo in crisi.

    Non è necessario odiare chi ci cura. Sei tu a curare te stesso. Se l’altro ti aiuta a realizzare una presa di coscienza, smetti di odiarlo! Il tuo odio è la tua difesa. Tanto maggiore è la coscienza che assorbi, quanto più detesti la persona che l’ha provocata. Preferisci rimanere nella malattia perché è più confortevole e perché hai paura della vita. Vinci quella paura! Il tuo Dio interiore te lo insegna passo dopo passo.

    (Da: Alejandro Jodorowsky – Vangeli per guarire)

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    – Alejandro Jodorowsky (macrolibrarsi)
    – https://it.wikipedia.org/wiki/Alejandro_Jodorowsky

  • Incontri

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    Storie, citazioni tematiche, aforismi sugli incontri …

    Come gli uccelli, dopo essersi incontrati sull’albero che li ospita, si separano, così l’incontro delle creature finisce sempre con la separazione. (Aśvaghoṣa)

    Credo in Dio a causa degli incontri. Tutte le spiegazioni sono inutili, io credo agli incontri. (Jean Guitton)

    Durante la sua vita, un uomo incontra moltissime persone. Se cammina per la strada, in un brevissimo lasso di tempo può incontrare centinaia di persone che gli passano accanto. In ognuna di esse c’è vita. Il fatto di incrociarle è un evento che coinvolge tutta la nostra esistenza. (Black Jack)

    Tutti gli incontri sulla terra sono immagini, sono colori dell’unica e indivisibile luce. (Ernst Jünger)

    Tutto quel che ha valore è il prodotto di un incontro, dura in seguito all’incontro e finisce quando quel che s’era incontrato si separa. (Simone Weil)

    Una leggenda ebraica racconta che ogni uomo viene sulla terra con una piccola fiammella sulla fronte, una stella accesa che gli cammina davanti. Quando due uomini si incontrano, le loro due stelle si fondono e si ravvivano, come due ceppi sul focolare. L’incontro è riserva di luce. Quando invece un uomo per molto tempo è privo di incontri, la sua stella, quella che gli splende in fronte, piano piano si appanna, si fa smorta, fino a che si spegne. E va, senza più una stella che gli cammini avanti. La nostra luce vive di incontri. (Ermes Ronchi)

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    – Fonte

  • Quattro tipi di vasi – Ayya Khema‏

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    Il Buddha paragonò la gente a quattro tipi di vasi di coccio. Il primo tipo ha dei buchi sul fondo: per quanta acqua ci si metta, viene sempre fuori; quando una persona di questo tipo viene a conoscenza del Dhamma, gli entra da un orecchio ed esce dall’altro. Il secondo tipo di vaso è crepato: se ci si versa dentro il Dhamma, ne vien fuori lentamente, finché non si svuota del tutto. Il terzo tipo è pieno fino all’orlo d’acqua stagnante: convinzioni e opinioni. Non vi si può versar dentro nulla di nuovo, perché sanno già tutto. L’unico recipiente utile è quello del quarto tipo, senza buchi né crepe e completamente vuoto.

    (Ayya Khema)

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    – http://en.wikipedia.org/wiki/Ayya_Khema

  • Il biasimo: dar la colpa agli altri – Pema Chodron

    Il biasimo: dar la colpa agli altri

    Abitualmente erigiamo una barriera denominata biasimo che ci impedisce una genuina comunicazione con gli altri e la fortifichiamo con le nostre idee di quel che è giusto e di quel che è sbagliato. Lo facciamo con le persone che ci sono più vicine e lo facciamo con i sistemi politici, con tutte le cose che non ci garbano dei nostri compagni o della nostra società. È un dispositivo molto comune, antico, ben perfezionato per cercare di sentirsi meglio. Dar la colpa agli altri. Il biasimo è un modo di proteggere il vostro cuore, un tentativo di proteggere ciò che c’è di tenero, aperto e dolce in voi. Piuttosto che sentire quel dolore, rimescoliamo tutto in cerca di un comodo punto d’appoggio. E lo troviamo nel biasimo.

    (Pema Chodron, “Nella spaccatura fra giusto e sbagliato”)

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  • Una parabola indiana

    “L’amore – come la meditazione – non si basa sulla logica più superficiale, sulla sensatezza apparente, ma ha una ragion d’essere e una coerenza intrinseca che rasentano spesso l’assurdo.”

    La storia vuole che un giorno il mare in tempesta abbia portato via un albero dov’era il nido di alcuni scoiattolini, mentre la madre si era allontanata per procurare loro il cibo. (more…)

  • Non disputano sulle credenze (Sutta Nipata)

    Buddha

    Non fabbricatevi idee sul mondo né per la conoscenza, né per il comportamento virtuoso, né per l’osservanza religiosa; inoltre, evitate di pensare a voi stessi come superiori, inferiori o uguali ad altri. I saggi lasciano andare l’idea di un sé e, liberi da appigli, non dipendono dalla conoscenza. Non disputano sulle credenze né abbracciano alcun punto di vista. Per coloro che non nutrono desiderio per entrambi gli estremi del divenire o del non-divenire, qui o in un’altra vita, non è possibile aderire a credenze intrattenute dagli altri. Né si formano la minima idea rispetto alle opinioni viste, udite, o pensate. Come si possono influenzare quei saggi che non si appigliano a nessuna credenza?

    (Dal Sutta Nipata)

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    – Buddha e Buddismo (macrolibrarsi)
    – https://en.wikipedia.org/wiki/Sutta_Nipata

  • Non basta sperare

    Hope

    A un uomo, la cui barba stava bruciando, la moglie disse preoccupata: La tua barba è in fiamme! Sbrigati! Fai qualcosa! Ed egli replicò: Sto già facendo qualcosa! Sto pregando perché piova! (Antony De Mello)

    Quante persone dinanzi ad una situazione problematica reagiscono come il personaggio della storiella di De Mello? Molti pensano che per uscirne basti sperare. Hai mai cercato il significato del verbo sperare nel vocabolario?

    Ebbene, alla parola sperare corrisponde la seguente definizione: stare con l’animo in desiderosa attesa di un qualche risultato o evento favorevole. Ciò vuol dire che chi spera non fa altro che aspettare che la situazione cambi, che gli altri cambino idea o atteggiamento, senza pensare di cambiare lui in prima persona, di fare il primo passo.

    Risultato? Cosa pensi che possa accadere all’uomo con la barba in fiamme? Nella migliore delle ipotesi può perdere la barba, nella peggiore si può ustionare anche una parte del viso.

    In modo simile, chi vive una situazione problematica e non fa nulla per risolverla, rischia di arrivare ad un punto di non ritorno.

    Ora qualcuno potrebbe obiettare: Ma insomma, io ho fatto di tutto, eppure non riesco proprio a trovare un lavoro, a fare andare bene il mio rapporto di coppia, a risolvere il mio problema.

    Domanda: sei proprio sicuro di aver fatto di tutto? Ma proprio di tutto? Il fatto che tu non sia ancora riuscito a trovare una soluzione ad un problema non significa che non esista alcuna soluzione: probabilmente è a portata di mano ma non la vedi, perché insisti a cercarla sempre nella stessa direzione. A volte basta spostare la visuale anche di poco, assumere un punto di osservazione diverso per vederla.

    E’ certamente più facile vedere le soluzioni dei problemi degli altri che le proprie. E allora? Perché non provare ad osservare la tua situazione come se non ti riguardasse direttamente? Potresti sorprenderti di quanto sia semplice e naturale trovare una via d’uscita.

    Namastè!

    (Francesco Piras s.j. – Da una newsletter del 01-12-05 di scuoladimeditazione.it)

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    – https://it.wikipedia.org/wiki/Anthony_de_Mello

  • Ordine e caos – Paul Watzlawick

    Ordine e caos

    “Ordine e caos non sono verità oggettive, ma sono determinati dalla prospettiva dell’osservatore. L’uomo in genere tende a cercare un ordine nel suo mondo e una volta che tale ordine è stato proiettato nella successione degli eventi, esso diventa autorinforzante mediante quella che potrebbe chiamarsi “attenzione selettiva”. Non esiste alcuna realtà assoluta ma soltanto concezioni della realtà soggettive e spesso completamente contraddittorie, che vengono ingenuamente presunte essere la realtà “reale”. Assunti, credenze, premesse, superstizioni, speranze e simili possono diventare più reali della realtà e creare quella rete d’illusioni chiamata, nella filosofia indiana, “Maya”. Pertanto, svuotarsi, liberarsi dal coinvolgimento col passato e col futuro, è la meta del mistico.”

    (Paul Watzlawick – La Realtà della Realtà)

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