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  • Non dualismo e sufismo. L’eresia islamica – Paolo D’Arpini

    Letture

    Personalmente non sono seguace di alcuna religione per cui l’idea di favorire l’islam mi è completamente estranea. Non posso peraltro ignorare l’aspetto specifico dell’influenza islamica che sta aumentando qui in Italia dovuta a vari fattori e sono consapevole dell’ottusità insita anche nell’islam… Ma il sufismo merita tutto il nostro rispetto prova ne sia che è considerato “eretico” all’interno dell’islamismo sunnita e sopportato a malapena in quello sciita.

    La tradizione sufista ha collegato Ermete a Enoch, che è presente nel Corano sotto i tratti del profeta esoterico Idrîs. Idrîs, con l’ appellativo di Khidr (il Verde) è l’iniziatore segreto dei grandi maestri sufi. Altro iniziatore alchemico è nel Corano il profeta Salomone. Da Pitagora invece i sufi trassero la scienza dei numeri (abjad) e la “sezione aurea” che applicarono egregiamente nelle loro costruzioni (ne sono esempio in Turchia le costruzioni selciukidi dall’ XI° al XIII° secolo). Dirò per inciso che i testi greci di scienza e di esoterismo furono conosciuti in Europa non dagli originali greci ma dalle traduzioni in arabo che ne fecero i sufi.

    Il Sufismo è costituito in Ordini, o Confraternite. Confraternite ben organizzate sin dal X secolo. Un Maestro venerabile, due luci, un copritore esterno, e gli adepti, che si distinguono in apprendisti (murid), compagni (arîf: iniziato) e maestri (shaykh). Si riuniscono in una tekké, o zawiyya, o dergah: una Loggia, insomma; per solito il lunedì sera per le discussioni in comune e l’insegnamento evolutivo, spesso sulla lettura di tavole lasciate da grande Maestri del passato; il giovedì sera per il rituale del dhikr: la Rammemorazione di Dio.

    Il sufismo è la corrente islamica che più si avvicina alle forme trascendenti di spiritualità laica non duale. Si può giungere al Non-dualismo attraverso varie vie, la vetta è uguale per tutti. Dipende dalle simpatie personali e dalle propensioni. Fra gli islamici chi segue questa via ha evidentemente una tendenza all’ascetismo mistico. Pur che anche nel sufismo sono stati espressi concetti “gnostici” e non-dualistici molto avanzati (vedi i detti di Rabia) e -tra l’altro- la lettura dei poemi di Rumi ce ne fornisce un valido esempio.

    Il fatto che si possa giungere all’Uno seguendo una qualsiasi religione pone però la necessità di abbandonare il credo religioso … ed essere compenetrati dall’Uno, sostituendo il “credere” con la diretta esperienza. La strada è utile per giungere al Tempio ma bisogna lasciarla per entrarci.

    Dal punto di vista della “spiritualità sociale” (religiosa), al fine di una convivenza pacifica, -comunque- il sincretismo è vantaggioso come pure lo è l’abbandono di ogni dogmatismo. Ciò non esclude la continuità di partecipazione alla “forma esteriore” (spirituale) più consona a ognuno di noi. E ciò vale anche per i seguaci delle religioni monoteiste, che hanno visto sorgere al loro interno “santi” e “saggi” totalmente liberi da senso separativo.

    Per cui anche l’approccio del sufismo è sicuramente valido, per chi lo sente affine alle proprie tendenze o tradizioni, mantenendosi integri nella fiducia e nella sincerità e nella onestà di “percorso”.

    In altro contesto qualcuno ha affermato: “ognuno per sé … e Dio per tutti”. Ove per Dio si intende il Tutto che in tutti è presente.

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  • Il Fenomeno della centesima scimmia

    Il Fenomeno della centesima scimmia è un supposto fenomeno paranormale in ambito sociale che lo scrittore inglese Lyall Watson dichiarò di avere osservato per la prima volta nel 1979 nell’isola giapponese di Koshima. In realtà, si tratta di un mito pseudoscientifico, come mostrato da successive analisi e rivelato dallo stesso Watson alcuni anni più tardi. (more…)

  • Vero Maestro – Ciò che vi proteggerà

    «L’unico vero maestro non è in nessuna foresta, in nessuna capanna, in nessuna caverna di ghiaccio dell’Himalaya… È dentro di noi.»
    (Da: Un indovino mi disse – Tiziano Terzani) (more…)

  • Meditazione trascendentale, gli esercizi

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    Antica di millenni, la meditazione trascendentale è una tecnica, semplice e potente al contempo, per incrementare il benessere, allontanare lo stress, combattere l’ipertensione, i dolori muscolari, le cefalee e altro. [ … ]

    Si entra quindi nel quarto stato di coscienza. Si tratta di una condizione che può descrivere solo chi l’ha raggiunta. Non è veglia, non è sonno e nemmeno sogno, piuttosto un piacevolissimo stato di relax assoluto e lucidità estrema. La mente si apre a nuovi orizzonti e diventa ricettiva verso il proprio innato potenziale creativo. [ … ]

    Controllo della respirazione, mantra e posizione sono i 3 cardini della meditazione trascendentale Maharishi. La ripetizione del mantra personale, in particolare, modifica lo stato delle onde cerebrali. Non si tratta di suggestione: la cosa è stata documentata in numerosi studi. L’encefalo di un individuo che pratica regolarmente esercizi di meditazione trascendentale è più creativo, e aumentano le capacità di problem solving così come migliorano le relazioni interpersonali. Non solo. Una pratica quotidiana è benefica per il recupero post-traumatico, in seguito a incidente o malattie. [ … ]

    Cos’è il mantra? Si tratta della cosa più importante in assoluto. Il mantra della meditazione trascendentale è una parola o una frase altamente evocativa [ … ]

    Nel corso degli esercizi di meditazione trascendentale sarà ripetuto come una litania ininterrotta, in sincronia con la respirazione [ … ] per aprire le porte del quarto stato di coscienza e la consapevolezza di sé. Nonostante l’alone di mistero, ecco qualche esempio di mantra:

    Io sono Budda e Io sono uno
    Om
    Aum
    Pace e Amore

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  • Evitate di parlare dei vostri problemi – Joyce Sequichie Hifler

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    Evitate di parlare dei vostri problemi. Non andate in cerca di comprensione, perché il bisogno di autocommiserarsi provoca ancora più infelicità.

    Vincete l’impulso di esagerare le difficoltà, perché non fareste altro che peggiorare la situazione.
    Alcuni sostengono che parlare di una sofferenza guarisce: non credeteci.

    Se viene piantato il seme di un problema, diventerà un albero. Se parlate di malattia o di scarsità di denaro, oppure di amicizia e di libertà, quello che dite è proprio ciò che otterrete.

    Sradicate tutti questi discorsi. I discorsi negativi sono come trappole per orsi che scattano a qualunque cosa si avvicini. Il dolore che provereste sarebbe insopportabile, perc iò tenetevi lontani …

    Joyce Sequichie Hifler Cherokee

    Joyce Sequichie Hifler è un’indiana cherokee. Cura una rubrica giornalistica pubblicata su riviste di livello nazionale, il cui titolo è “Think on These Things” (Pensa a queste cose).

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  • Le frasi di meditazione per i chakra

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    Affermazioni per bilanciare i chakra, componente essenziale della meditazione kundalini, parole che possono accompagnare il nostro percorso verso la crescita personale, spirituale e il benessere psicofisico. Sette chakra poste in altrettante posizioni del corpo, e frasi di meditazione ad accompagnare il tutto:

    • I Chakra, tra coccige e pube – Istinto di sopravvivenza, sicurezza e stabilità: ‘Io sono abbastanza. Io sono tutto. La mia essenza è di luce divina. Mi sento protetto e al sicuro in me‘
    • II Chakra, metà inferiore del ventre – Capacità di connettersi agli altri e sperimentare nuove esperienze: ‘Sono forte e bilanciata. La mia energia risplende e mi piace vivere una vita sana e piena di passione‘
    • III Chakra, metà superiore del ventre – Percezione del controllo e stima verso se stessi: ‘Sono in pieno possesso del mio potere personale e mi accetto così come sono. Accetto ogni mia forza e debolezza, mi accetto e mi apprezzo per tutto ciò che sono‘
    • IV Chakra, petto – Capacità di dare e ricevere amore: ‘L’amore è la risposta ad ogni cosa nella vita. Ricevo e dono amore incondizionatamente e senza sforzo. Io sono amore puro‘
    • V Chakra, metà inferiore del collo, in linea con le spalle – Capacità di comunicare e far uscire i propri talenti: ‘Io scelgo pensieri positivi e di luce. Mi esprimo con sincerità e chiarezza. Imparo e cresco in condivisione con gli altri‘
    • VI Chakra, al centro della fronte – Intuizione, visione, veggenza: ‘La profonda saggezza divina è dentro di me e mi connetto facilmente ad essa. Per me è facile capire il vero significato di ciò che mi accade e faccio le scelte giuste per me‘
    • VII Chakra, sopra la testa – Connessione spirituale ‘Io sono tutto, sono in completa armonia con l’energia del divino. Lascio andare e mi fido della vita‘

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    – https://it.wikipedia.org/wiki/Chakra
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  • La perla nella pattumiera – Shantideva

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    Come un uomo cieco che abbia trovato una perla in una pattumiera, così io mi stupisco dei miracoli di risveglio che sorgono nella mia coscienza. (more…)

  • Iniziare la giornata con un sorriso – Thich Nhat Hanh

    Quando ti alzi, invece di correre a prepararti per andare al lavoro, puoi riflettere su come vuoi vivere la giornata. Prenderci alcuni momenti per chiarirci le aspirazioni o le intenzioni che abbiamo per la giornata ci aiuta a restare aperti a tutto ciò che succede e a ricordarci che è un giorno nuova di zecca, un nuovo inizio, e che possiamo scegliere di vivere quella giornata con presenza mentale e compassione. (more…)

  • Possibilità di guarigione … – (attribuito a Ippocrate)

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    [La gente] dovrebbe sapere che è dal cervello e solo dal cervello che in noi si originano i piaceri, le gioie, le risa e gli scherzi come anche le pene, i dolori, i lutti e le lacrime. E tramite il cervello, in particolare, che pensiamo, vediamo, sentiamo e distinguiamo il brutto dal bello, il cattivo dal buono, il piacevole dallo spiacevole. […] E sempre il cervello che ci rende pazzi o ci fa delirare, che ci ispira terrori e paure di giorno come di notte, che ci toglie il sonno, ci fa fare errori inopportuni, ci dà ansie senza ragione, ci rende assenti o ci fa agire in modo contrario all’usuale. Quiesti patimenti provengono dal cervello quando non è in buona salute, ma si fa anormalmente caldo o freddo o umido o secco oppure soffre di qualche altra affezione innaturale, alla quale non era abituato. La follia dipende dall’umidità che vi si trova: quando il cervello è più umido della norma non può fare a meno di muoversi, e quando si muove né la vista né l’udito restano fermi ma vediamo e sentiamo ora una cosa ora l’altra, e la lingua parla in accordo con le cose che la persona vede e sente di volta in volta. Finché il cervello è tranquillo, però, l’essere umano può pensare in maniera appropriata.

    (Attribuito a Ippocrate – v secolo a.C. – da: Eric Kandel e James Schwarz, Principles of Neurtil Science, 1985)

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  • Testimone del passaggio dei pensieri – Aurobindo

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    Calmare la mente in modo tale che non vengano pensieri non è facile, e in genere richiede tempo. La cosa essenziale è sentire una quiete nella mente, così che se i pensieri arrivano non la disturbano, non fanno presa su di essa né la costringono a seguirli, ma semplicemente l’attraversano e scompaiono. La mente diventa dapprima la testimone del passaggio dei pensieri e non colei che pensa, in seguito riesce a non osservare i pensieri ma a lasciarli passare senza notarli, e si concentra in sé o sull’oggetto che vuole, senza difficoltà.

    (Sri Aurobindo – Lettere sullo Yoga -Libro I- Cap VI -Parte I)

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    – http://it.wikipedia.org/wiki/Sri_Aurobindo